Animali di «bassa corte» Slow Food lavora per la qualità

Animali di «bassa corte»
Slow Food lavora per la qualità

Sempre alla ricerca di una filiera che sia virtuosa, agricola ed alimentare, per tutelare in modo sostenibile lavoro e qualità, secondo i princìpi del «buono, pulito e giusto», le Condotte Slow Food della Lombardia hanno organizzato una serata alla Trattoria Visconti di Ambivere

Da dibattere c’era il progetto «Bassa Corte» che tende a salvaguardare il benessere degli animali cosiddetti da cortile e al contempo riconnettere il cibo a luoghi, tempi e persone.

Presenti alla riunione, con il vicepresidente nazionale di Slow Food, il bergamasco Lorenzo Berlendis, i presidenti di alcune Condotte lombarde e un paio di allevatori bergamaschi che hanno messo a disposizione una parte della materia prima utilizzata per la cena: Marco Manzoni allevatore di quaglie a Locate di Ponte San Pietro e Bruno Bonzi allevatore di maiali e animali da cortile a Carvico.

Anche nel settore degli animali di bassa corte (galline, faraone, oche, conigli, quaglie e altro) esiste il fenomeno degli allevamenti intensivi che puntano solo sulla velocità, e grande quantità di produzione, con la conseguenza che si ha cibo omologato a basso prezzo e di scarsa qualità. Di qui la volontà di Slow Food di tracciare una linea divisoria tra questo modo di produrre legato solo al profitto e la presenza invece di aziende e produttori che credono nel loro lavoro e vogliono offrire materia prima sana e buona. Aziende che però devono essere favorite dalla sensibilità e dalla conoscenza del consumatore, che sa di dover pagare di più un prodotto artigianale di qualità rispetto alla merce di produzione massificata.

Risotto con la quaglia gigante bergamasca - Nella foto in alto  la Trattoria Visconti a Ambivere, lato giardino

Risotto con la quaglia gigante bergamasca - Nella foto in alto la Trattoria Visconti a Ambivere, lato giardino

Una prova di qualità si è avuta durante la cena, in cui la famiglia Visconti ha usato galline e uova del proprio pollaio, quaglie fornite dall’allevamento di Marco Manzoni e faraone allevate da Bruno Bonzi. Per la polenta in accompagnamento è stato usata farina di mais Rostrato Rosso dell’Isola, mentre lo Stracchino all’antica era della azienda agricola Pasquina Rota di Brumano. Tutte materie prime la cui qualità si è sentita nel piatto…

Per il vino in abbinamento, la scelta di Daniele Visconti è andata all’azienda La Caminella di Cenate Sotto, presente il direttore Simonetta Ferrario. Sono stati degustati in successione: il Verde Luna (Incrocio Manzoni), il Ripa di Luna Valcalepio Rosso doc e il Goccio di Sole Moscato rosso passito. L’azienda – che fa parte di Sette Terre, associazione di viticoltori indipendenti di Bergamo – ha confermato la qualità della sua produzione.

Da sinistra, Berlendis, Bonzi, Manzoni, Ferrario e Daniele Visconti

Da sinistra, Berlendis, Bonzi, Manzoni, Ferrario e Daniele Visconti

Lorenzo Berlendis, indicando la traccia di lavoro per la filiera della «bassa corte», ha ricordato anche altri due progetti già avviati da Slow Food in Lombardia, quello denominato Tredici Lune relativo alla produzione suinicola e quello denominato Sopra la panca relativo all’allevamento di capre. Terra Madre di Lombardia, facendo perno sul principio della biodiversità, cerca di interrogare questi ambiti della produzione di cibo per diffondere consumi consapevoli, dare visibilità a filiere virtuose, radunare realtà diverse in uno stesso contenitore progettuale improntato alla eco-sostenibilità.


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