Periscope e Meerkat, primi divieti «A rischio la privacy e  i diritti d’autore»

Periscope e Meerkat, primi divieti
«A rischio la privacy e i diritti d’autore»

Arrivano i primi divieti ufficiali per Periscope e Meerkat, le due applicazioni emergenti per il live streaming dallo smartphone che sono diventate virali: la lega americana di hockey ha bandito esplicitamente l’uso di queste app prima, durante e dopo le competizioni nelle arene.

Proprio come fu per i Google Glass al cinema e in altri luoghi, alcune organizzazioni cominciano ad attrezzarsi per proteggere privacy e interessi commerciali legati a diritti d’autore. Qualche giorno fa è diventato un caso la nuova stagione della popolare serie tv il Trono di Spade, il cui primo episodio è stato «trasmesso» in streaming illegalmente da dozzine di utenti su Periscope (l’app lanciata da Twitter) in barba ad accordi di trasmissione e copyright. Un comportamento che viola di fatto i termini di servizio dell’applicazione in cui c’è scritto che la società «rispetta i diritti di proprietà intellettuale di altri e si aspetta che gli utenti facciano lo stesso». Dopo questa violazione del copyright sono finiti sotto la lente del microblog una serie di account che rischiano la chiusura.

Per questo la National Hockey League americana (NHL) ha deciso di vietare ufficialmente a tifosi e operatori media la trasmissione in streaming con Periscope o Meerkat delle partite di hockey cui assistono dal vivo in arena. La NHL ha infatti un suo account ufficiale su Periscope con oltre 22mila seguaci, quindi è comprensibile che non voglia precludersi eventuali «esclusive» di trasmissione anche su questo fronte emergente.

E dall’Italia arrivano i primi campanelli d’allerta sui rischi per i bambini: «Periscope se usato correttamente è uno strumento dalle enormi potenzialità, come ad esempio nel campo della cultura e del giornalismo. Non possiamo però nascondere i rischi che può comportare per bambini e adolescenti l’utilizzo indiscriminato dello streaming video, diffuso online in tempo reale»: è il parere di Telefono Azzurro che si appella «alle istituzioni e alle autorità competenti a livello nazionale ed europeo», in particolare al Garante per la protezione dei dati personali, «affinché venga opportunamente regolamentato l’utilizzo della nuova app lanciata da Twitter».

«Si stanno moltiplicando le segnalazioni di giovanissimi ripresi a loro insaputa nelle aule di scuola, per strada e in altri luoghi pubblici da coetanei o da adulti, nella quasi totalità dei casi senza alcuna autorizzazione, calpestando così ogni diritto alla propria privacy - sottolinea l’associazione -. Periscope, abbattendo la distanza temporale tra le realizzazione di un video e la sua diffusione, lascia intravvedere anche un suo rischioso utilizzo per atti di cyberbullismo. È necessario trovare al più presto attraverso la collaborazione propositiva di associazioni, istituzioni e aziende, soluzioni nuove che possano conciliare il più possibile la libertà d’espressione con i diritti inviolabili delle persone, in particolare quelli dei più piccoli e dei più indifesi».

Telefono Azzurro, infine, «chiede a Twitter uno sforzo maggiore per tutelare tutti i ragazzini che possono iscriversi e usare sia il social sia la app e una maggiore chiarezza sulla policy e al Garante per la protezione dei dati personali di vigilare sui diritti dei soggetti più deboli» e chiama i genitori «a una maggiore responsabilità», poiché hanno il «compito-dovere di informarsi su questi strumenti e di educare i propri figli a un uso attento e rispettoso della rete, anche attraverso il proprio esempio».


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