La Compagnia delle Pelli riparte con due griffe mondiali
Lo showroom a Milano dell Compagnia delle Pelli

La Compagnia delle Pelli
riparte con due griffe mondiali

Nuove strategie. Prima lo stop alla licenza La Martina, poi l’arrivo di Blumarine e Richmond per la pelletteria. Bettinelli: i coreani volevano il mio brand, ho rifiutato.

Si chiude La Martina, si aprono Blumarine e John Richmond. La Compagnia delle Pelli di Bonate Sopra ha vissuto gli ultimi mesi tra contratti e clausole legali se si pensano i cambiamenti di licenza messi in atto in meno di un anno. Intorno a marzo si è deciso di chiudere la licenza europea di produzione e commercializzazione della pelletteria de La Martina (la licenza si chiude ufficialmente al 31 dicembre, ndr), così come quella di distribuzione della linea di abbigliamento: «La prima stava scadendo e non ho neppure proposto un rinnovo, sapendo anche l’interesse della proprietà di riportare tutto alla casa madre, a Chiasso. Per la seconda abbiamo chiuso in anticipo: non c’erano più i presupposti per continuare, così come le strategie avviate non erano più condivise. È stata una separazione necessaria e condivisa» spiega molto chiaramente l’amministratore unico Giuseppe Bettinelli, che conferma il mantenimento invece dei due negozi de La Martina a Milano Marittima e Forte dei Marmi, così come i due outlet a Vicolungo e Castel Romano.

Giuseppe Bettinelli

Giuseppe Bettinelli

«Questa decisione comporterà una perdita di fatturato all’incirca di 8 milioni di euro l’anno, ma contemporaneamente a questo contratto chiuso ne abbiamo aperti altri due importanti ai quali vogliamo ora dedicare tutte le nostre attenzioni». È infatti di febbraio la firma della licenza di pelletteria di Blumarine, prima linea dell’azienda italiana: «Si parte con la primavera/estate 2017 ed è una licenza mondiale. Nostri sono ufficio stile, produzione, che è tutta made in Italy, e commercializzazione». Cinque gli anni del contratto, si prevedono 2 milioni e mezzo di fatturato il primo anno, con un incremento previsto a 5 nei quattro anni successivi. «Abbiamo presentato la collezione nel nostro rinnovato showroom di Corso Venezia 36 – continua Bettinelli –. Accanto a Blumarine, che produciamo solo in Italia attraverso laboratori specializzati, si conferma Cavalli Class pelletteria, una licenza consolidata e che ci porta in tutto il mondo».

Sono 9 i milioni fatturati per Cavalli Class nel 2015; anche in questo caso la licenza comprende lo stile, la produzione e la commercializzazione: «E la stessa politica l’abbiamo messa in atto con John Richmond, contratto firmato a febbraio sempre di pelletteria» spiega Bettinelli. Un marchio in cui il bergamasco crede molto: «Si è subito creato feeling con Richmond e la previsione di sviluppo del prodotto è molto ampia». Sempre pelletteria e sempre licenza mondiale: «Si parla di 4 milioni per il primo anno, con la prospettiva di arrivare a 7 in cinque anni». E aggiunge: «Sempre pelletteria, senza perdere la nostra identità – commenta Bettinelli –. Credo nel percorso che la Compagnia delle Pelli ha fatto in oltre 20 anni di storia: è nella pelletteria che abbiamo investito e proprio per questo la serenità dei miei lavoratori e la qualità del prodotto vengono prima di tutto, garantendo la competenza e la professionalità necessaria».

Una proposta di Blumarine per il 2017

Una proposta di Blumarine per il 2017

In tutto sono 61 i dipendenti tra la sede di Bonate, un ufficio a Milano e lo showroom con i negozi, mentre il fatturato si è chiuso nel 2015 a 25 milioni e mezzo: «A Bonate sono 32 i lavoratori: tra commerciale, amministrazione, magazzino e logistica ce n’è da fare. Solo per le attività legate alla logistica sono necessari 7 mila metri quadrati, tutti di proprietà. Il 2016 lo chiuderemo intorno ai 22 milioni, ma è il normale assestamento dopo la chiusura con La Martina». E il progetto di un marchio «Compagnia delle Pelli»? «Recentemente è arrivata una proposta molto interessante da un’azienda coreana: volevano rilevare il mio brand. Ovviamente ho detto no, forse 20 anni fa, quando ero più giovane» sorride Bettinelli. «Ora penso alle licenze, resta la mia strada e la mia storia. Mia e dei miei lavoratori».


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