«No slot», una battaglia difficile
Aderisce solo la metà dei Comuni

«È una battaglia difficile, ma la dobbiamo combattere con tutte le armi che abbiamo». Ergo, il «Documento dei Comuni bergamaschi per il contrasto al gioco d'azzardo» proposto dal Consiglio dei sindaci dell'Asl. A parlare è Leonio Callioni.

«No slot», una battaglia difficile Aderisce solo la metà dei Comuni

«È una battaglia difficile, ma la dobbiamo combattere con tutte le armi che abbiamo». Ergo, il «Documento dei Comuni bergamaschi per il contrasto al gioco d'azzardo» proposto dal Consiglio dei sindaci dell'Asl. A parlare è Leonio Callioni, assessore a Palazzo Frizzoni con mandato alle Politiche sociali e presidente dell'organismo dell'Azienda sanitaria locale che riunisce tutte le amministrazioni locali. L'assessore lancia un appello a chi non ha ancora dato formale appoggio al testo che verrà consegnato a Regione e Governo e che propone una serie di interventi contro il diffondersi di casinò e soprattutto della malattia del gioco. Ieri è arrivata la firma «eccellente», quella di Palazzo Frizzoni. La Giunta cittadina ha sottoscritto la delibera, aderendo ufficialmente a questo manifesto. «È sembrato doveroso ? commenta l'assessore alle Attività produttive Enrica Foppa Pedretti ? che il capoluogo facesse la sua parte. Vogliamo anche essere da traino per tutti i Comuni che non si sono ancora mossi».

L'invito a firmare
La carta, elaborata a metà luglio e inoltrata ai 244 paesi della provincia alla fine del mese, aveva ottenuto scarsi riscontri alla scadenza fissata per l'11 settembre a causa della pausa estiva che aveva sospeso l'attività degli enti territoriali. Così il Consiglio dei sindaci, a pochi giorni dal termine, aveva disposto una proroga al 30 settembre. Da quel momento c'è stato un iniziale boom di partecipazione, che poi ha subito un arresto. A oggi, sono 123 i Comuni che hanno provveduto a inviare la delibera (o hanno annunciato di farlo). Ma le aspettative sono ben altre: «Il numero non è basso - commenta Leonio Callioni -, abbiamo superato la metà delle 244 amministrazioni bergamasche. So che i sindaci sono gravati dalla consapevolezza che stiamo combattendo una battaglia difficile, perché scarso è il potere che abbiamo. Mi auguro che nonostante ciò, chi non ha ancora aderito approfitti degli ultimi giorni che mancano alla scadenza». La convinzione di Callioni è che, unendo le forze, l'«urlo» orobico possa arrivare fino a Milano e poi a Roma: «Sappiamo che l'obiettivo che ci prefiggiamo va oltre le nostre forze, ma questa è una battaglia da affrontare perché la ludopatia ha effetti devastanti sulle famiglie, dal punto di vista economico ed emotivo».

E rivolgendosi a tutti i Comuni che non hanno ancora dato notizie dice: «Come amministrazioni dobbiamo fare tutto quello che è nelle nostre possibilità senza perdere la fiducia». Bergamo ha ufficializzato il sostegno al documento ieri, con la firma della delibera di Giunta. «Questa è solo l'ultima delle iniziative che stiamo portando avanti contro la ludopatia e il dilagare incontrollato delle sale gioco ? commenta Foppa Pedretti ?, a giugno avevamo già sottoscritto il manifesto di Lagautonomie e Terre di mezzo. Consapevoli dei limiti che già conosciamo, siamo convinti che queste attività di sensibilizzazione affiancata a quella politica possa sortire degli effetti».

«Più poteri ai sindaci»
Palazzo Frizzoni, per contrastare la malattia dell'azzardo e per tenere al riparo i minori, già lo scorso dicembre aveva approvato una delibera consiliare che imponeva ai nuovi casinò di rispettare la distanza di oltre 400 metri dai luoghi sensibili, come scuole e oratori. Il testo, tuttavia, non aveva trovato effettiva applicabilità, poiché in contrasto con la legge nazionale. «Ecco perché credo molto nella bozza regionale ? aggiunge Enrica Foppa Pedretti ? che porta questa distanza a 500 metri e dà ai Comuni maggiori poteri decisionali sulle nuove aperture di sale da gioco. È paradossale, infatti, che le amministrazioni locali debbano affrontare i costi della ludopatia, ma non abbiano alcuna capacità autorizzativa. Spero che il testo, una volta approdato in Consiglio regionale non venga eccessivamente stravolto».

Foppa Pedretti ricorda che prosegue il lavoro di coordinamento con i consiglieri regionali e i parlamentari. E sottolinea che l'attività di Palazzo Frizzoni non è contro il gioco «sano»: «Il nostro intento è quello di contrastare la diffusione incontrollata delle sale, senza però voler demonizzare il gioco, che ha anche una valenza positiva. Ma a Bergamo, a fine 2012, rispetto ai due anni precedenti abbiamo riscontrato un aumento del 20% delle sale. E successivamente il numero è salito ancora».

L'obiettivo della carta bergamasca, che una volta terminata la raccolta delle adesioni sarà inoltrata a Governo e Regione Lombardia, è la modifica della normativa esistente. In particolare il testo esorta nuove norme che prevedano: «L'obbligatorietà di un parere del sindaco per l'autorizzazione all'apertura di nuove sale e per l'installazione di macchinette nei locali pubblici» e un «vero e proprio potere di veto».

A ciò si aggiunge il divieto di pubblicità, l'apertura di sale slot in centro a paesi o vicino a istituti scolastici, il divieto all'accesso al gioco ai minori, massicce campagne di informazione relative ai rischi dell'azzardo. Infine, esorta il coinvolgimento di tutte le istituzioni preposte alla tutela della salute allo scopo di prendere in carico e curare il problema quando questo si presenta.

Elisa Riva

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