Martedì 08 Ottobre 2013

Gioco d'azzardo, piaga sociale
Mercoledì la proposta di legge

Il gioco d'azzardo in Italia si configura come una «piaga sociale» in costante ascesa che la colloca al primo posto in Europa e al terzo nel mondo: sono circa 32milioni i giocatori di azzardo, oltre il 54% della popolazione, 3milioni sono a rischio patologico, circa 800mila i giocatori già patologici.

Le risorse necessarie alla cura di queste dipendenze si stima ammontino a circa 7miliardi di euro e la spesa complessiva raggiunge nel 2012 gli 88miliardi di euro.

Mercoledì 9 ottobre verrà presentata la proposta di legge di iniziativa popolare, redatta in questi mesi, per la regolamentazione del gioco d'azzardo a tutela della salute degli individui che darà il via ufficiale alla raccolta firme che partirà in tutti i comuni di Italia che hanno già sottoscritto il «Manifesto dei sindaci contro il gioco d'azzardo» - promosso da Terre di mezzo e Legautonomie.

I 22 articoli della legge quadro di iniziativa popolare sottolineano gli aspetti più problematici del gioco d'azzardo: una reale tutela per le fasce deboli e vulnerabili della società ed effettivi impedimenti di gioco per i minori, contrasto all'infiltrazione mafiosa, all'evasione fiscale e tributaria, trasparenza dei flussi di denaro, forte regolamentazione dei messaggi pubblicitari, prevenzione e cura reali per le persone affette da G.A.P. - Gioco d'azzardo Patologico. Si chiede, soprattutto, che i sindaci abbiano potere di decisione sull'apertura di sale da gioco, proprio perché è compito primo del sindaco la salvaguardia e lo sviluppo del benessere dei propri cittadini, che conoscendo meglio il territorio può scegliere con più attenzione dove e come consentire la pratica del gioco.

Il gioco d'azzardo preoccupa molto le amministrazioni locali proprio per le ricadute sociali,relazionali ed economiche, sulle proprie comunità. I sindaci, inoltre, non hanno nessun potere decisionale rispetto al tema del gioco e non possono quindi tutelare le fasce deboli della popolazione e il proprio territorio dal degrado e dalle infiltrazioni mafiose. Sono oltre 310 i comuni – da nord a sud –, per una popolazione che va oltre il 14% degli italiani e in alcune regioni come la Lombardia oltre il 40% della popolazione che, firmando il «Manifesto», chiedono a gran voce un regolamentazione in materia di azzardo oggi gestito, unicamente dallo Stato, in condizione di pressoché totale deregulation. 

Alla giornata di mercoledì 9 ottobre interverranno alcuni sindaci e i loro delegati provenienti da tutta Italia che, in veste ufficiale e con la fascia tricolore, firmeranno la legge. Tra i molti presenti: Ada Lucia De Cesaris, David Gentili e Pierfrancesco Majorino, Comune di Milano; Maria Ferrucci, Comune di Corsico; Eugenio Cominicini, Comune di Cernusco sul Naviglio; Monica Chittò, Comune di Sesto San Giovanni; Antonello Concas, Comune di Pioltello; Leonio Callioni, Consiglio di Rappresentanza dei Sindaci dell'Asl di Bergamo; Mario Turla, consulente antiriciclaggio che ha contribuito, tra gli altri, alla formulazione della legge sopratutto per gli aspetti economici e di contrasto al gioco illecito e ancora rappresentanti del Comune di Ravenna e del Comune di Lenola (Latina).

La posizione di Adiconsum

a.ceresoli

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