I 30 anni di Ryanair e la voglia di Malpensa

I 30 anni di Ryanair
e la voglia di Malpensa

Trent’anni con 1.600 voli al giorno, una multa da 850 mila euro dall’antitrust per pratiche commerciali scorrette e tanta voglia di sparigliare le carte nel mercato dei cieli.

Ryanair spegne le sue 30 candeline dal suo primo volo (un Waterford-Londra Gatwick per la cronaca...) e lancia la solita massiccia campagna da 100 mila posti a prezzi stracciati. Prassi ormai normale nei primi mesi di qualsiasi anno, considerato il periodo di stanca. Ma Ryanair starebbe anche lavorando ad alcune importanti novità sul network europeo, e voci di corridoio sempre più insistenti la danno prossima allo sbarco su Malpensa. Forse con 4 mete, probabilmente già dal prossimo orario estivo, si mormora. Quello che scatta da fine marzo, per intenderci: giusto in tempo per aumentare la potenza di fuoco in vista dell’Expo.

Del resto Michael O’Leary non ha mai negato che ci fosse più di un pour parler in atto con la milanese Sea, che gestisce gli scali di Linate e Malpensa e detiene (particolare non trascurabile...) il 30,98% di Orio al Serio, base principale di Ryanair per il Sud Europa e terzo scalo del network. «Ci stanno corteggiando e noi stiamo valutando» aveva detto a fine ottobre in occasione della presentazione delle nuove rotte a Roma. E la valutazione potrebbe essere giunta al termine. Poi bisognerà capire come la prenderà EasyJet, dominatrice assoluta del mercato low cost (con tanto di terminal dedicato) in quel di Malpensa, ma questo è un altro paio di maniche.

E bisognerà capire anche come la prenderà Sacbo stessa: se, per esempio, al possibile sbarco su Malpensa corrisponderà o meno una diminuzione dell’offerta su Orio. Di certo pare che gli irlandesi volanti stiano lavorando per un’espansione che non sia solo oriocentrica: già nota e annunciata l’intenzione di tornare a Verona con due rotte per Palermo e Bruxelles (Zaventem) a partire sempre dal prossimo orario estivo, si dice che a breve l’offerta dall’aeroporto scaligero potrebbe salire a 7 destinazioni. Ed estendersi con l’inverno anche a Brescia Montichiari, oggetto del desiderio di Orio.

Che nel frattempo continua a confrontarsi con Venezia (in scalata a Verona) per la gestione comune dello scalo bresciano, ma che di fronte alle mosse degli irlandesi volanti si sta muovendo con tutte le cautele ed attenzioni possibili. Per esempio cercando di correre ai ripari in merito ai rilievi sollevati dallo stesso O’Leary la scorsa settimana durante la visita pastorale (non nei toni, pare...) ad Orio.

Nota bene, i rilievi sono in buona parte conseguenza della nuova operazione simpatia lanciata proprio da Ryanair sul numero dei bagagli ammessi a bordo, quindi non responsabilità in sé e per sé di Sacbo. Ma di fronte ad un cliente che rappresenta l’80% del tuo mercato non c’è molto da andare per il sottile: soprattutto se si sta guardando intorno.


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