Pinotti: fatale un errore in curva
ma sono fiero del mio Giro d'Italia

«Può succedere di perdere una corsa qualche ora prima di partire? Forse ieri è successo proprio questo. Ieri mattina mi sono svegliato mezz'ora dopo il solito, dopo aver dormito come un sasso; avevo in programma la ricognizione del circuito insieme al mio compagno Rabon. La sera precedente avevo pensato di fare due giri. Abbiamo pedalato con calma e sentivo buone gambe ma ancora una certa stanchezza».

«Così, alla fine del primo giro ho deciso di tornare in albergo e ho dormito ancora prima di pranzo. A fine giornata posso dire che non è stata una scelta felice. Dopo aver mangiato, ho cercato di visualizzare mentalmente le curve. Sentivo che avevo bisogno di una ripassata, così ho interrotto il riscaldamento sui rulli molto prima del solito per seguire la prova di Wiggins in televisione, ma non è la stessa cosa che in bicicletta».

«Prima di partire c'è stata una pausa di dieci minuti tra il corridore che mi precedeva ed il mio via, durante la quale mi sono rilassato come non mai. Questo mi ha aiutato a sentire ottime sensazioni e quando via radio mi hanno comunicato che in cima alla salita avevo il miglior intertempo, non ero sorpreso. Avevo preso la salita come se in cima ci fosse l'arrivo».

«Poi in discesa ho faticato a controllare la bici nella prima curva e nelle altre non ho preso rischi. Pensavo che ce l'avrei fatta comunque, ma quando ho girato indietro la testa per vedere il tempo dopo l'arrivo... Qualche istante dopo sono entrato nell'Arena e l'emozione dovuta alla gente ha cancellato l'amarezza per qualche minuto».

«Poi sono andato al controllo antidoping dove ho seguito gli arrivi degli ultimi e ho preso coscienza dell'occasione mancata. Ci ho messo un'ora per fare pipì e quando sono tornato al bus erano quasi tutti andati via. La coda trovata in autostrada per rientrare da Verona e tre panini con prosciutto e mozzarella divorati uno dietro l'altro (fame nervosa), mi hanno calmato e fatto riflettere sul mio Giro d'Italia, che a detta di molti è stato sorprendente».

«Sicuramente non ho mai pedalato così bene e per chi mi segue sa che ho questa condizione almeno da aprile. Ormai mi conosco bene e sapevo che potevo entrare nei primi sei in classifica. Poi la tappa di L'Aquila ha un po' cambiato le carte. Indipendentemente dal risultato finale, me ne torno a casa con la conferma del mio valore e con il ricordo di tre bellissime settimane in bicicletta».
 Marco Pinotti

© RIPRODUZIONE RISERVATA