Martedì 14 Febbraio 2012

Lutto nel mondo del trial
È morto il campione Diego Bosis

Tragico lutto nel mondo dello sport bergamasco. Nella mattinata di martedì 14 febbraio è improvvisamente venuto a mancare, a soli 44 anni, il pluri campione di Trial e attuale tecnico federale Diego Bosis, originario di Valtesse. Bosis, che è morto in treno per un arresto cardiaco, aveva iniziato la sua carriera giovanissimo, conquistando svariati titoli Italiani di Trial, laureandosi anche vice-campione del Mondo e Campione del mondo a squadre nel Trial delle Nazione del 1987 a Tampere, Finlandia.

Diego Bosis era campionissimo del Trial, Pluricampione Italiano, Vice-Campione del Mondo e Campione del Mondo a squadre. Una carriera da incorniciare, durata ben 27 anni, dal 1982 al 2009, sempre in sella, o meglio, in piedi, sulla sua mitica moto da Trial.

I Campionati Italiani, svoltisi a Magreglio - in provincia di Lecco - sono stati l'ultima apparizione agonistica di Diego Bosis. Nel 2009, a 42 anni, Bosis aveva deciso di scendere dalla moto in veste di pilota per iniziare una nuova avventura.

Ma la sua storia sportiva inizia all'età di 9 anni, quando Diego Bosis sale per la prima volta su una moto. Era un Gerosa da Cross per bambini. Ma a 11 anni arriva un tipo di moto che condizionerà tutta la sua vita: la moto da Trial. In questo caso si tratta del famoso Fantic Trial 50, che suo padre Giacomo e suo zio Ezio gli regalano. Loro sono stati tra i primi praticanti del Trial in Italia. Diego è poco più che un bambino, ma ha, da subito, un feeling eccezionale con quella motoretta, tantochè a soli 12 anni comincia a partecipare alle gare sociali dei Motoclub e in una prova alla Roncola raggiunge addirittura un 4° posto assoluto.

Con i 16 anni si apre «L'Era Bosis». Vince infatti il Campionato Italiano Cadetti all'esordio. L'anno dopo bissa il successo anche negli Juniores. Da Senior è Campione Italiano nel 1986, 87,89,90,91 e 92. Per ben due volte è Vice-Campione del Mondo nel 1987 e nel 1990, sempre dietro al fuoriclasse spagnolo Jordi Tarres, che di mondiali ne ha vinti ben 7. La sfida Tarres-Bosis ha segnato un'epoca. «L'Età dell'Oro del Trial» la si potrebbe definire. Tra gli anni 80 e 90 il Trial godeva infatti di una grande popolarità e moltissimi erano i giovani che possedevano quel tipo di moto. Fantic, Swm, Italjet, Montesa, erano le marche più famose. E molti usavano il trial come mezzo per muoversi.

Poi questo sport diventa più di nicchia, con mezzi sempre più estremi e specialistici, ben lontani dall'uso quotidiano. «Non ho rimorsi nè rimpianti. Nella vita volevo fare quello e l'ho fatto. Mi considero fortunato per aver potuto realizzare un sogno, ma dietro c'è stato un impegno totale - aveva detto Bosis quando ha deciso di scendere la moto -. A 16 anni ho mollato tutto per il Trial. Ho viaggiato tanto e mi sono sempre allenato tutti i giorni, da solo o in gruppo». Il pilota ha poi aperto una scuola di Trial ad Asti, il TrialParkVarata, con un campo di allenamento autorizzato di 50000 metri quadrati. E la passione per il Trial era diventata un lavoro.

fa.tinaglia

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