Atalanta, ricorrere all'autostima
mettendo a parte gli allarmismi

Non condividiamo l'eccesso di allarmismo sull'Atalanta subentrato come un tifone dopo la sconfitta di Bologna, preceduta da quella interna con il Genoa e di prima a Firenze. Al tempo stesso nessun tipo di assoluzione per le prove dei nerazzurri.

Non condividiamo l'eccesso di allarmismo sull'Atalanta subentrato come un tifone dopo la sconfitta di Bologna, preceduta da quella interna con il Genoa e di prima a Firenze. Al tempo stesso nessun tipo di assoluzione per le prove dei nerazzurri che sulla carta avrebbero dovuto e potuto migliorare una classifica rimasta al di sopra della sufficienza.

La sfuriata ai giocatori di Stefano Colantuono, comunque, ci stava. Il mister nerazzurro ha, in qualche modo, interpretato il copione di quel padre che richiama a un maggior impegno il figlio che, nel giro di poche settimane, ha abbassato la media dell'otto di un punto o giu di lì.

Insistiamo sul «richiamo», anche se energico, ma nulla di più considerando il sostanziale percorso tenuto. Idem, quindi, in casa atalantina senza cioè creare eccessive tensioni. C'è la partita con il Parma che batte alle porte. L'avvertimento è che la si deve preparare sgombri di pesi psicologici eccessivamente intensi per non innescare aspetti controproducenti.

Di sicuro le adeguate motivazioni giungeranno alla squadra allenata da Colantuono (da non insegnargli niente al riguardo) e dai tifosi sugli spalti dello stadio. Una medicina, il più delle volte, efficace per rivitalizzare chi per una ragione o per l'altra ha accusato improvvise problematiche.

Escludendo, per principio, le terapie tecnico-tattiche di rigorosa pertinenza all'allenatore, altro espediente per riprendere la marcia positiva è insistere sull'autostima che non può essere stata nemmeno scalfita. I 20 punti finora meritatamente conseguiti sul campo diranno pur qualcosa o no sulla competitività del nostro collettivo?

E ancora: ci siamo già dimenticati di aver costretto impietosamente alla resa le titolate Inter, Milan e Napoli? E, allora, sotto con il Parma coniugando serenità (intesa nel contesto più appropriato della causa del momento) ad un impegno agonistico di pari contenuti.

Arturo Zambaldo

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