Venerdì 06 Novembre 2009

Tennis, Fed Cup: Capra (Usa)
riserva con origini bergamasche

Al Tc Altopiano di Rovetta c’è un gruppo di appassionati che si sta organizzando per partire, e sabato sarà a Reggio Calabria, in prima fila, a tifare durante la finale di Fed Cup. Per l’Italia? Non esattamente. Il piccolo contingente orobico presente al Rocco Polimeni andrà infatti a seguire la prima assoluta nella Nazionale a stelle e strisce di Beatrice Capra, la 17enne italoamericana che vive e si allena in Florida, ma che ha padre Giovanni e nonno Angelo bergamaschi d’adozione, e proprio in Val Seriana ha addirittura un fans club.

«Non ci aspettavamo questa convocazione - spiega il presidente del Tc Altopiano Luca Brasi -. ma quando è arrivata non ci abbiamo pensato due volte: andremo ad accoglierla e le consegneremo la nuova tessera associativa, oltre a una maglietta del club a lei dedicato firmata dai ragazzi della scuola tennis».

Un modo per dire che Rovetta è orgogliosa dei progressi di «Trice», come la chiamano negli Usa. Giocatrice che quest’anno ha fatto dei buoni passi avanti, arrivando anche a toccare il numero 29 al mondo tra le under 18 (con un quarto di finale agli Us Open junior), e ancora la posizione 676 del ranking Wta, vincendo inoltre il primo titolo Itf a Williamsburg, dominando le rivali.

Ora la ciliegina sulla torta, con la chiamata come «hitting partner», che sta a significare compagna di allenamenti e riserva. Con lei, l’amica sedicenne Nicole Gibbs. «Ancora non riesco a crederci - racconta Beatrice - perché una convocazione in Nazionale è già un successo, ma giocare in Italia per me ha un significato particolare, visto che qui vivono ancora tanti miei parenti. La terra poi è una superficie che mi piace, dunque sarà un fine settimana davvero speciale».

In questi giorni la 17enne di Boca Raton sta seguendo un duro programma di allenamenti, reso solo meno impegnativo dalla pioggia che ha colpito la Calabria e che ha costretto le due squadre a rientrare spesso negli spogliatoi. Ma non sarà il suo unico impegno. «La Usta - spiega - mi ha anche commissionato un blog su cui riportare le mie impressioni in questa avventura. A me piace molto scrivere, ma ad essere sincera non sono rimasta molto soddisfatta di quello che ho realizzato per la Junior Fed Cup. Allora però avevo 14 anni, stavolta andrà meglio…».

Si tratta dunque di una ulteriore conferma di quanto la Federazione americana punti sulla Capra per il futuro. «La speranza - conferma il direttore tecnico del settore femminile Usa, Ola Malmqvist - è che le due ragazze che abbiamo portato a Reggio possano un giorno essere l’ossatura del team di Fed Cup. Intanto si tratta di una esperienza importante, per far capire loro come le professioniste vivono questi grandi eventi, dentro e fuori dal campo».

m.sanfilippo

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