Atalanta, il Cagliari è da battere
Ma un pari non sarebbe da buttare via

Non c’è tifoso atalantino che non dica «bisogna battere il Cagliari a tutti i costi, altrimenti...». D’accordo, guai sostenere il contrario alla vigilia.

Ma al fischio d’inizio dell’arbitro si dovrà fare i conti con un avversario dalle altrettanti importanti motivazioni. Riflessione che non porta a mettere le mani avanti sull’eventuale risultato finale ma che riteniamo rispecchi la realtà del momento.

Lo sanno pure i sassi che l’intera posta in palio, se messa in cassaforte, rappresenterebbe, per i nerazzurri, il classico paracadute per salvaguardare l’operazione-salvezza. Tanto più se guardiamo al prossimo ciclo terribile che ci riserva il calendario. Tra la teoria e la pratica, però, c’è a volte differenza.

I bergamaschi dovranno vedersela contro un Cagliari rigenerato di colpo dalla gestione Zola. Poi siamo alle prese con un’Atalanta che viaggia ad intermittenza. A evidenziarlo sono gli sconcertanti alti e bassi che hanno contraddistinto, sin qui, il suo percorso. Ci siamo risvegliati sorprendentemente all’insegna del bicchiere mezzo vuoto? Nossignori.

Ma aggiungiamo che anche il classico pareggino non lo getteremmo via con disprezzo. Ci consoleremmo all’idea di poter guardare ancora dall’alto in basso lo stesso Cagliari e, con ogni probabilità, altre avversarie in lotta nella zona a rischio. Provate, del resto, a pensare (incrociamo, comunque, per bene le dita) se fosse l’undici sardo a vincere quali e quanti fantasmi verrebbero a sprigionarsi a Zingonia e dintorni.

Gli infiniti corsi e ricorsi storici, in ambito sportivo, ci riportano sovente a quel «se ci fossimo accontentati, nel corso della partita, della suddivisione dei punti, a quest’ora...».

Arturo Zambaldo

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