Propilei, la   porta del tempo  Ecco come sono nati 180 anni fa
I Propilei di Porta Nuova

Propilei, la porta del tempo
Ecco come sono nati 180 anni fa

Ci passiamo davanti tutti i giorni, ma non sempre ci ricordiamo la loro storia. I Propilei, edifici neoclassici di Porta Nuova, sono lì dal 1837 e hanno molto da raccontare. Per esempio, negli anni Trenta del Novecento rischiarono di essere «sventrati», ma il progetto fu bocciato.

Con Storylab.it andiamo alla scoperta dei Propilei di Porta Nuova. Questa antica e curiosa immagine – oggi diremmo un «rendering» – risale alla prima metà dell’Ottocento, quando i Propilei stavano per nascere cambiando per sempre l’aspetto e l’ordine di Bergamo bassa. Per la città sono anni di «fermento» sul piano urbanistico, con tante nuove costruzioni che si inseriscono nel programma di intervento pubblico dell’amministrazione austro-ungarica. L’intervento più rilevante è la «Barriera delle Grazie», gli attuali Propilei di Porta Nuova, porta neoclassica che l’ingegnere Giuseppe Cusi progettò nel 1828, ispirandosi alle porte urbane di Parigi, Vienna e Milano.

I Propilei rappresentavano l’avamposto del nuovo ordine urbano, definito con la costruzione del grande asse viario della strada Ferdinandea, oggi viale Vittorio Emanuele. Erano chiamati «Barriera delle Grazie» perché in quel punto c’era il «portello delle Grazie», un passaggio stretto e angusto nell’antica cerchia delle Muraine, che metteva in comunicazione la strada di circonvallazione (le attuali vie Camozzi e Tiraboschi) con il prato di Sant’Alessandro, dove aveva luogo la Fiera. Il progetto originale per i Propilei prevedeva alcuni bassorilievi che non sono mai stati realizzati (si vedono nel disegno antico in questo articolo). Porta Nuova fu aperta nel 1837 e inaugurata ufficialmente nel 1838, in occasione della visita di Ferdinando I d’Austria (dal quale prese il nome la strada Ferdinandea). I due caselli furono in uso alle guardie del dazio fino all’inizio del Novecento, quando fu abolito il dazio murato in città.

Negli anni Trenta del Novecento fece discutere la singolare proposta di alcuni architetti: «sventrare» i caselli di Porta Nuova, ovvero lasciare in piedi, a mo’ di tempio antico, soltanto le colonne di contorno e la copertura. Dopo lunghe discussioni non se ne fece niente e i Propilei rimasero come li vediamo oggi. Ecco il confronto tra l’immagine della prima metà dell’Ottocento e una foto attuale, scattata dal nostro Beppe Bedolis.


© RIPRODUZIONE RISERVATA