Viale Roma, due passi nel 1929 La «porta» della città di ieri e di oggi
Viale Roma (Foto by Storylab)

Viale Roma, due passi nel 1929
La «porta» della città di ieri e di oggi

Storylab ci mostra uno scatto di viale Roma (poi viale Papa Giovanni XXIII), la grande strada che dalla stazione conduce al centro di Bergamo e introduce alla salita per Città Alta. Oggi come ieri è la porta d’ingresso della città, il viale che con i suoi negozi, bar e ristoranti accoglie coloro che arrivano a Bergamo in treno o in bus.

L’immagine, datata 1929, è impressa su una cartolina, pubblicata su Storylab da Maria Grazia Punzo che ha aggiunto questa didascalia: «Cartolina scritta da mia madre Mara a mio padre Biagio, mentre ques’ultimo era in servizio a Tirano». Nello scatto si vede la parte «bassa» del viale, all’incrocio con via Paleocapa (a sinistra) e via Angelo Mai (a destra): oggi questo tratto si chiama viale Papa Giovanni XXIII in memoria del Papa bergamasco; viale Rorma oggi inizia più avanti, da piazza Matteotti - per intenderci - salendo verso Città Alta, mentre in quegli anni dalla stazione in poi era tutto viale Roma. Nello scatto d’epoca colpisce, come sempre, l’assenza di traffico in una strada che oggi è attraversata da migliaia di auto, pullman, moto e scooter. Nella foto del ’29 invece appare solo una macchina, un paio di biciclette e persone a piedi. Ad attirare l’attenzione anche gli ippocastani che costeggiano il viale, molto più piccoli di oggi, che fanno sembrare più ampia e «ariosa» la strada.

I palazzi ai lati della strada invece hanno un aspetto molto simile e quelli di oggi e rendono facilmente riconoscibile il viale; sembra intravedere anche delle insegne ai piani terra (in particolare sulla sinistra), segno che probabilmente anche allora il viale ospitava qualche locale e attività commerciale. Attività che oggi si sono moltiplicate: hotel, ristoranti, fast food, bar... qui, nella porta d’ingresso della città, il via vai di bergamaschi e di turisti (che arrivano sempre più dall’estero) è continuo e non possono mancare i luoghi per incontrarsi, sorseggiare un caffè o mangiare qualche specialità. Sullo sfondo si vedono i Propilei a «proteggere» il centro, la Torre dei Caduti e, più indietro, la magnifica Città Alta con il suo profilo inconfondibile che ogni giorno fa innamorare migliaia di turisti e che da secoli scalda il cuore dei bergamaschi. Anche Biagio probabilmente si emozionò guardando la cartolina ricevuta da Mara mentre era lontano.

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