Martedì 10 Maggio 2011

Vade retro
palmetta!

Uno degli oggetti che più mi fa ribrezzo è la vaschetta delle tartarughine; bellina da vedersi, in plastica colorata e guarnita da 2 palmette, rappresenta in realtà l'anticamera della morte. In molti stati europei l'oggetto è fuori commercio da qualche anno.

Perché? La tartaruga d'acqua deve poter nuotare; peccato però che la vaschetta con i 2 cm di acqua continua ad essere venduta. Questi sfortunati rettili hanno bisogno di una vasca della grandezza adeguata, dalle dimensioni minime di 60 x 30 x 30 cm, da cambiare man mano che crescerà con una più grande.La soluzione migliore consiste nell'utilizzare un acquaterrario di vetro(in vendita nei migliori negozi), fornito di una zona asciutta facilmente raggiungibile dalla tartaruga, di una lampada a raggi UVA e UVB in sostituzione del sole, indispensabile per la loro sopravvivenzae di un filtro interno, fondamentale per eliminare gli odori sgradevoli e l'imputridimento dell'acqua.

Infine non mancherà un riscaldatore che lascerà l'acqua intorno ai 24-26°C, mantenendo attivi il metabolismo e il sistema immunitario. E se state pensando di non avere denaro da spendere per un acquaterrario, c'è sempre il “fai da te”; personalmente ho sistemato le mie tarte in un vecchio acquario di seconda mano, ho coperto la basecon un substrato di ghiaietto di misura media (sabbia o ghiaia troppo sottile possono essere ingoiate dall'animale con conseguenze tragiche) e in un angolo vi ho sistemato delle rocce,fissate con il silicone,per la zona emersa; ho acquistato un filtro esterno, più comodo da pulire, una lampada a spettro solare specifica e un riscaldatore per la stagione fredda.

In estate l'acquario finisce sul terrazzo e i due inquilini possono godersi il sole e i suoi benefici. Utilizzando prodotti di qualità, non ho speso più di 100 euro. E se vi sembrano ancora troppi, forse le tartarughine starebbero meglio a casa di qualcun altro. Buona meditazione.

Marco Bergamaschi

a.ceresoli

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