Sabato 04 Febbraio 2012

A «Maxizoo» di Curno
un corso sui cuccioli

Notti insonni e ansia da separazione. L'arrivo di un cucciolo può trasformarsi in men che non si dica in un vero e proprio incubo se non viene gestito nel modo giusto. E soprattutto se si è alle prime armi, non è semplice vivere con fido senza incappare nei classici errori da neofita, come lasciarlo dormire nel proprio letto, fargli fare i bisognini dove capita, dargli attenzioni quando non si dovrebbe.

Si potrebbe scrivere una lunga lista delle cose da non fare, ma quando ci si trova davanti a una soffice palla di pelo dallo sguardo implorante, passare dalla teoria alla pratica non è cosa immediata. E' così che scende in campo la figura dell'educatore e istruttore cinofilo, come Giorgiana Figus, che presso il negozio di animali “Maxizoo” di Curno, in collaborazione con “PetPRO. Professional city pet services”, ha elargito consigli di ogni sorta a padroni in ansia e assillati da mille dubbi. Soprattutto nel caso in cui l'amico a quattro zampe condivide gli spazi domestici con il proprio padrone, la strategia vincente è “non cedere”. Mai. E' necessario avere idee chiare su quello che è loro permesso e su ciò che è proibito e comunicarlo con voce ferma e decisa. Senza mai tentennare. Perché addestrare bene un cucciolo, “in alcuni casi è un lavoro” spiega Giorgiana Figus.

Tra i problemi più diffusi che accomunano i cuccioli, il morsicare tutto, tirare al guinzaglio, sporcare in casa. E per evitare di trascinare le cattive abitudini fino all'età adulta è necessario muoversi per tempo, educando il proprio cane sin da cucciolo: “Il cane si deve impostare bene nelle prime fasi di vita – precisa Giorgiana Figus - perché ragiona per strategie vincenti. Dobbiamo essere in grado di comunicare con loro in modo coerente e con calma. Il rischio è che diventi un cane poco educato e poco “portatile”. Concedendo cose che sembrano belle, come ad esempio dando da mangiare mentre si è tavola, è sbagliato. Quando poi decideremo di andare in agriturismo a cena, avremo dei grossi problemi”.

e.roncalli

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