Lunedì 04 Marzo 2013

La scelta
di un cucciolo

Cari lettori, dopo la sconcertante vicenda della famiglia indebitatasi per acquistare un cucciolo alla figlia diversamente abile, morto dopo pochi giorni, vorrei riproporre il primo articolo con cui un anno fa iniziai la mia collaborazione con "L'Eco di Bergamo", auspicando che possa esservi utile per capire come evitare di incappare in situazioni similari.

Partiamo dal principio, ossia dal momento in cui decidiamo di aggiungere quattro zampe e una coda alla nostra vita. Una scelta così importante merita di non lasciarsi guidare solo dall'emotività del momento, quando, ad esempio, due teneri occhietti ci guardano dalla vetrina di un negozio.

Il primo passo verso la scelta giusta andrebbe fatto insieme a un educatore cinofilo qualificato che viene a casa vostra, prende visione dell'ambiente in cui il cucciolo sarà inserito e, dopo un esaustivo colloquio con la vostra famiglia, saprà indirizzarvi verso la razza più consona al vostro stile di vita. Inoltre sarà un valido aiuto per reperire il giusto allevamento ed evitarvi così la possibilità di acquistare un cucciolo a scatola chiusa.

Anche un consulto con un medico veterinario può essere utile per sapere tutto ciò che serve fare non appena il vostro cagnolino arriverà a casa. Fondamentale nella scelta di un buon cucciolo è pretendere di poter visionare i genitori (o almeno la madre) e l'intera cucciolata. Un buon allevatore non ha nulla da nascondere e volentieri vi schiuderà le porte del suo allevamento.

Sinceratevi inoltre che il cucciolo sia stato correttamente socializzato fin dalle prime settimane di vita, che sia già entrato positivamente in contatto con i rumori, con le persone e che sia sempre stato insieme a mamma e fratellini. Le prime settimane sono cruciali per lo sviluppo relazionale del cane.

Non abituarlo correttamente al mondo che lo circonda sovente significa sviluppare problemi importanti quali paure sociali e iperfobie, ad esempio nei confronti dei rumori, mentre non lasciarlo con la madre e la sua cucciolata fino al completamento del secondo mese di vita può dare origine a problemi importanti quali la mancanza di controllo del morso.

Se invece decidete di adottare un ospite del canile, vi consiglio di rivolgervi a quelle strutture (e ad oggi non sono poche) che hanno all'interno del loro staff personale altamente competente, meglio ancora se è presente un educatore cinofilo: alcuni cani che provengono dai rifugi hanno dietro le spalle storie difficili culminate con un abbandono o, peggio ancora, con un sequestro per maltrattamento. In questo caso non è difficile incappare in cani estremamente timidi o potenzialmente aggressivi, e la presenza di un educatore in canile saprà portarvi verso l'ospite più adatto a voi.

In ciascuno di questi casi, negozio, allevatore o canile, comunque evitate di procedere a un acquisto/adozione effettuato solo su base emozionale, proprio come si fa per acquistare un' automobile. Purtroppo nella maggior parte dei casi, quando si porta a casa un animale, il meccanismo è il medesimo e si basa sul principio del "visto e piaciuto". Lasciate per un momento da parte le sole emozioni e lasciatevi consigliare razionalmente da chi ha una visione più professionale della questione.

Ricordatevi inoltre di non credere ad un luogo comune che spesso porta alla scelta di questa o quella razza: non sempre è vero che un cane piccolo sta bene in appartamento e uno grande invece deve starsene per forza in giardino. Tutti i cani possono stare bene sia in appartamento che in giardino, ciò che conta è la nostra capacità (e volontà) di offrirgli una vita interessante, ricca di stimoli e povera di noia.

Se nello stesso condominio avessimo un barboncino che sta sempre in casa e un labrador che invece esce regolarmente, fa attività e socializza quotidianamente con i suoi simili, quale dei due sarebbe il cane infelice? Al contrario, se il nostro labrador avesse un giardino grande come un campo da calcio ma non avesse quasi mai modo di interagire con noi, di vedere il mondo e di socializzare con i suoi simili, sarebbe un cane felice secondo voi?

Altro capitolo importante riguarda i bambini: sento spesso dire che il cane viene preso per far loro compagnia e affinché questi inizino ad avere delle piccole responsabilità, magari a 6 o 7 anni! Io credo invece che con queste parole si voglia mascherare l'incapacità a far fronte a un capriccio insistente. Per esperienza personale posso dirvi che i bambini stanno davvero bene con i cani, ma spesso li vedono come giocattoli che dopo un po' di tempo, se non c'è partecipazione e coinvolgimento in giochi od attività varie da parte nostra, vanno a finire nel dimenticatoio.

Il cane deve essere di tutta la famiglia, e ognuno, compatibilmente con le proprie mansioni e disponibilità, deve fare la propria piccola parte. L'arrivo di un cucciolo nelle nostre case è sempre occasione di gioia e grande felicità, ma non dobbiamo fermarci a queste prime sensazioni quando il nostro batuffoletto varca per la prima volta la soglia di casa.

Da quel momento, infatti inizia la nostra convivenza con lui, convivenza che, per essere serena, deve essere strutturata su piccole ma importantissime regole quotidiane atte a far sentire il nostro piccolo amico parte integrante della famiglia, che poi, vista attraverso i suoi occhi, nient'altro è che il suo branco. Arrivando alla decisione di prendere un cucciolo attraverso questa serie di riflessioni, difficilmente ci si ritroverà pentiti e fin dal primo giorno potremo goderci appieno la sua fedeltà e la sua meravigliosa amicizia.

Paolo Bosatra
educatore cinofilo
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