Lunedì 18 Novembre 2013

(2)

(ANSA) - ROMA, 18 NOV - Becchi dedica gran parte dell'intervento per raccontare l'affaire Cancellieri-Ligresti e sottolineare che c'è, oltre a un profilo politico, anche un profilo penale nel comportamento del ministro, avendo omesso di raccontare tutto ai magistrati. Becchi critica il Pd ("Soltanto adesso, dopo che la vicenda si sta rivelando per quello che essa è, qualcuno oltre al M5S si sta accorgendo che, forse, le dimissioni del Ministro sarebbero un atto dovuto), ma ancor più Napolitano: "In tutta questa vicenda Re Giorgio ha taciuto, sperando che la cosa si sgonfiasse da sola. Quando si è reso conto però che i mal di pancia cominciavano ad esserci anche all'interno del Partito Democratico, ha deciso di intervenire per indicare ancora una volta la linea politica da seguire. Per questo ha ricevuto il Ministro, si è congratulato per il lavoro finora svolto e le ha riconfermato la sua fiducia. Un'ulteriore picconata al nostro ordinamento costituzionale, un'ulteriore intervento volto a proteggere quello che ormai è a tutti gli effetti il suo governo, quello delle larghe intese, un'ulteriore riprova della necessità di mettere in stato di accusa il Presidente della Repubblica". "L'unica opposizione coerente rispetto all'affaire Cancellieri è stata ancora una volta quella del M5S con la sua mozione di sfiducia che sarà discussa mercoledì in Parlamento. Nonostante oggi non si possa che riconoscere la gravità del comportamento tenuto dalla Cancellieri, i partiti - quasi certamente - dopo l'intervento a gamba tesa di Re Giorgio decideranno di bocciare la mozione di sfiducia individuale presentata dal MoVimento. Il Ministro rimarrà allora al suo posto? I partiti si assumeranno, ancora una volta, la responsabilità di mettere tutto a tacere? Se sarà così la casta darà però l'ennesima prova del cancro che essa rappresenta, di quella commistione tra interessi pubblici e influenze private che corrode l'Italia da ormai troppo tempo", conclude. (ANSA).

© riproduzione riservata