Brexit: Salini (Fi) in Lombardia a rischio 5,5 mld di export

Brexit: Salini (Fi) in Lombardia a rischio 5,5 mld di export

BRUXELLES - La Lombardia è una delle regioni italiane che rischia di pagare di più l'uscita dalla Gran Bretagna dall'Unione europea: ammontano a circa 5,5 miliardi di euro le esportazioni lombarde verso Londra, soprattutto nel settore della meccanica e della moda, mentre le importazioni sono pari a circa 3,5 miliardi di euro, in particolare di prodotti farmaceutici. Lo ha dichiarato all'Ansa l'eurodeputato di Forza Italia Massimiliano Salini.

 

Oltre agli scambi commerciali, i britannici sono presenti nel tessuto imprenditoriale lombardo con partecipazioni in 500 aziende, che muovono un volume d'affari di 13 miliardi di euro e danno lavoro a circa 50.000 persone. Numeri che secondo Salini, giustificano la necessità di un approccio più morbido nei negoziati con la Gran Bretagna, "E' vero che dà fastidio l'atteggiamento dei britannici che da sempre si considerano più fuori che dentro, che sono dentro solo quando gli fa comodo, ma bisogna tutelare gli interessi dei cittadini. Ci vuole una Brexit flessibile". Inoltre, sottolinea il parlamentare, poiché la Lombardia è una delle regioni più sviluppate, dovrà sicuramente pagare lo scotto di un bilancio europeo decurtato dal contributo britannico e dove si prefigurano tagli ai fondi regionali.



"L'agricoltura è il settore che rischia di perdere più sussidi europei in Lombardia" ha proseguito Salini, secondo cui l'unica soluzione per la regione negli scenari post-Brexit è di puntare sull'innovazione. "Non possiamo subire ulteriori sacrifici. Chi innova deve essere messo nelle condizioni di continuare a farlo. La Lombardia è un esempio di 'best practices', per le altre regioni. Non deve essere penalizzata, perché avrebbe un effetto di disincentivo per i lombardi che valgono".

 

La regione ha un substrato imprenditoriale di piccole e medie imprese con un tasso di innovazione e brevetti che la pongono in linea con le migliori performance a livello globale. "In Parlamento stiamo lavorando perché nel nono programma quadro, che sostituirà Horizon 2020, le risorse destinate alla ricerca europea privilegino aziende come quelle lombarde, di piccole e medie dimensioni, flessibili, fortemente innovative e orientate al manifatturiero" - ha concluso Salini. "Saremo intransigenti con la Commissione europea, che dalle prime indiscrezioni sembra aver trascurato le Pmi".


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