Il Parlamento Ue boccia il taglio ai rimborsi per i passeggeri

BRUXELLES - Via libera al testo del Parlamento europeo sulla riforma delle norme Ue sui diritti dei passeggeri aerei. Gli eurodeputati hanno confermato - con 632 voti a favore, 15 contrari e 9 astenuti - le tutele attuali in vigore dal 2004: rimborsi compresi tra 300 e 600 euro in base alla distanza del volo. Respinta la richiesta dei governi di ridurre gli indennizzi per i ritardi superiori alle tre ore introducendo un tetto massimo di 500 euro.

La plenaria di Strasburgo difende inoltre il diritto al rimborso o alla riprotezione in caso di cancellazione o negato imbarco e chiede procedure più semplici per ottenere le compensazioni, con l'introduzione di moduli precompilati. Confermati anche l'obbligo di assistenza ai passeggeri bloccati e il diritto a portare a bordo gratuitamente un oggetto personale e un piccolo bagaglio a mano fino a 7 chili. Rafforzate infine le tutele per le persone con disabilità o mobilità ridotta e per chi accompagna minori, con la garanzia del posto a sedere senza costi aggiuntivi. La posizione dell'Europarlamento sarà ora trasmessa al Consiglio Ue, che avrà 4 mesi per rispondere: se i governi non accetteranno tutti gli emendamenti, sarà convocato il Comitato di conciliazione per trovare un accordo sul testo finale.

I Paesi Ue dovrebbero "aggiornare nell'immediato il proprio mandato e non aspettare i quattro mesi, ovvero il tempo massimo legale che possono impiegare per questo processo. Questa volta le promesse del tipo 'faremo del nostro meglio' non saranno sufficienti", ha messo in guardia il relatore del Parlamento Ue, il popolare bulgaro Andrey Novakov in conferenza stampa dopo il voto dell'Eurocamera. "La prova della buona volontà del Consiglio per ottenere risultati dovrebbe essere visibile nelle loro azioni, a partire dall'aggiornamento immediato del loro mandato", ha aggiunto, sottolineando che l'emiciclo è stato abbastanza aperto. "O la presidenza cipriota del Consiglio Ue annuncerà che ha un nuovo mandato ed è pronta a negoziare domani oppure saremo costretti ad aspettare nuove condizioni dal Consiglio", ha spiegato.

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