La sinistra sulla guerra in Ucraina: "Deve finire, troppe vittime e distruzione"

BRUXELLES - "È giunto il momento di porre fine alla guerra". Walter Baier ha le idee molto chiare su quanto dovrebbe fare l'Ue in Ucraina. Per il candidato di punta della Sinistra al Parlamento europeo, la condanna dell'aggressione russa per "le vittime, i milioni di persone in fuga, le distruzioni" e per "l'assoluta violazione del diritto internazionale" non implica necessariamente il proseguimento del conflitto. Al contrario, "aiutare il popolo ucraino in questo momento significa impegnarsi per far cessare il fuoco delle armi" spiega Baier in un'intervista al pool di agenzie di stampa riunite nell'European Newsroom, tra cui ANSA.

"Ci sono più di 500mila i morti e le linee del fronte sono congelate: per quanto tempo potrà continuare?", chiede in maniera provocatoria. Una domanda cui finora l'Europa ha risposto con un sostegno incondizionato, finché non sarà necessario. Il politico austriaco, che dice di appoggiare "pienamente le parole di Papa Francesco", vorrebbe invece che l'Ue avesse un ruolo attivo nella costruzione della pace, a partire da due elementi che "costituiscono la base della nostra proposta": cessate il fuoco e ritiro delle truppe russe dall'Ucraina, ma "è ovvio - precisa - che senza negoziati non si può ottenere nulla".

Ma non è la sola priorità della Sinistra europea, specie in un tempo segnato dall'avanzare della destra in Europa. Combatterla, dice, è "un obbligo morale e culturale: non ci possono essere compromessi con chi porta avanti un'agenda dell'odio e dell'antisemitismo, con chi fa dei migranti un capro espiatorio". Il riferimento, poco velato, è anche a Ursula von der Leyen, candidata di punta del Partito Popolare europeo (Ppe) in cerca di un bis alla guida della Commissione europea.

"Temo che non ci sia un argine tra i conservatori e l'estrema destra" osserva Baier che chiude alla possibilità di un sostegno della Sinistra alla leader tedesca. Al contrario, un argine alle forze di destra è necessario e la chiave, per l'austriaco, sta nella riduzione delle disuguaglianze sociali che "deve andare di pari passo con la necessaria transizione verde". "La lotta all'estrema destra richiede una forte politica sociale, che ponga al centro gli interessi sociali delle classi lavoratrici, liberi le giovani generazioni dalla morsa della precarietà e garantisca l'accesso a un alloggio accessibile e dignitoso", ha detto ancora.

E questo discorso vale anche per i migranti perché "nessuna persona è illegale" dice Baier che boccia senza mezzi termini il nuovo Patto Ue sulla migrazione che "di fatto abolisce il diritto d'asilo". Piena solidarietà, infine, va agli agricoltori protagonisti in questi mesi di manifestazioni che hanno attraversato tutta Europa: "È vergognoso che guadagnino meno della metà del reddito di un lavoratore medio in Europa", conclude Baier che non manca poi di lanciare una frecciata al Ppe per aver fatto sì che "le proteste si contrapponessero alla tutela dell'ambiente".

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