"L'Unione Europea nel 2025 ha messo il turbo sulla politica commerciale". Il commissario Maros Sefcovic ha lo sguardo di chi è molto stanco ma allo stesso tempo molto felice. "Con l'India abbiamo portato a casa una mega-intesa". Nel corso dell'intervista, concessa all'ANSA, l'uomo che sussurra ai mercati entra volentieri nel dettaglio ma prima ci tiene a tratteggiare il quadro generale. "Siamo i maggiori commercianti del pianeta, nonostante tutti i problemi che vediamo in questo momento: più della Cina, più degli Stati Uniti e abbiamo la più ampia rete di accordi di libero scambio".
Nello specifico, per l'Italia ottime notizie in arrivo. I dazi sui vini di alto valore caleranno dal 150% al 20%, i liquori e la birra dal 110% al 40%, l'olio d'oliva dal 45% a 0% e gli alimenti trasformati (ad esempio pasticceria, pasta, cioccolato) dal 50% allo 0%. "Molti settori erano praticamente chiusi, ora si aprono all'Europa", ha sottolineato Sefcovic.
Sull'auto poi l'India ha concesso all'Ue "il miglior accordo di sempre". "I dazi saranno ridotti dal 110% al 10% nell'arco di dieci anni, con una riduzione immediata al 35%, e sarà prevista una quota di 250.000 auto per le esportazioni (160.000 con motore a combustione interna, 90.000 veicoli elettrici)". Non solo. Per il comparto dei Kit completamente smontati (CKD) - auto che vengono divise in parti e assemblate in India - ci sarà una quota aggiuntiva di 75.000 auto, con dazi ridotti dal 16,5% all'8,25%. Inoltre il settore dei ricambi sarà "completamente liberalizzato".
Se si osserva l'intesa in modo complessivo, "l'India ridurrà li dazi del 97% (totali o parziali), mentre l'Ue li ridurrà del 99%". E questo significa che il commercio corrente di beni e servizi (attualmente pari a 180 miliardi di euro) raddoppierà entro cinque o sei anni". E "ben oltre 800.000 posti di lavoro" nell'Ue dipendono dalle esportazioni verso l'India, con 6.000 aziende europee attive in loco, che generano 3,7 milioni di posti di lavoro. Se dunque il 2025 è stato straordinario (non dimentichiamo anche l'Indonesia oltre al Mercosur), il 2026 si annuncia altrettanto elettrizzante.
"Abbiamo un'agenda fitta di negoziati con i nostri partner del Sud-Est asiatico, Filippine, Malesia, Thailandia; stiamo negoziando intensamente con gli Emirati Arabi Uniti; proprio a Davos ho avuto incontri con altri paesi del Golfo che sono molto interessati a stipulare accordi regionali o bilaterali; e sappiamo anche che i nostri amici australiani vorrebbero rilanciare in modo accelerato i negoziati per un eventuale accordo di libero scambio con loro", elenca il commissario.
"Questa è l'agenda solo per il prossimo anno". Certo, al netto dell'entusiasmo vanno considerati pure gli incidenti di percorso. "La scorsa settimana è stata piuttosto difficile per il Mercosur", ammette. "Posso dire che, dopo il voto del Parlamento Europeo, ho immediatamente contattato tutti i ministri degli Esteri del Mercosur e tutti mi hanno detto e assicurato che stanno procedendo in modo accelerato con il processo di ratifica". Dalle capitali Ue arriva altro incoraggiamento. Insomma, la Commissione non si arrende.
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