Giovedì 01 Aprile 2010

Salute/In Italia allarme per protesi mammarie francesi difettose

Roma, 1 apr. (Apcom) - Non sono solo le trentamila donne francesi che dal 2001 si sono sottoposte a un intervento di chirurgia plastica per rifarsi il seno a rischio 'esplosione' della protesi, ma anche le italiane, perchè le protesi mammarie sotto accusa, le Poly Implant Prothèse, erano importate anche nel nostro Paese. E, senza fare allarmismi, è bene che chi si è operata al seno dal 2001 ad oggi contatti il proprio chirurgo in via cautelativa. L'allarme è stato dato ieri dall'Afssaps, l'agenzia per la sicurezza sanitaria francese: sembra che le protesi mammarie prodotte negli ultimi nove anni dalla Pip, Poly Implant Prothèse, un`azienda transalpina, non siano a norma. Conterrebbero al loro interno un silicone diverso da quello dichiarato e approvato e inoltre si deteriorebbero in un tempo che è la metà di quello previsto. Con la possibilità di rottura dell`involucro e versamento di silicone non sicuro. Le notizie sono ancora incomplete: sembra che ci sia una inchiesta aperta dalla Procura di Marsiglia ma di sicuro c`è che le protesi Pip sono state ritirate dal mercato, e le autorità sanitarie hanno consigliato alle donne operate dopo il 2001 di contattare il proprio chirurgo. L`allarme, dalla Francia, sta arrivando anche in Italia, perché le protesi mammarie Poly Implant Prothèse erano importate anche nel nostro Paese. "Alla luce di quello che si è saputo fino a questo momento - spiega Andrea Grisotti, presidente della Sicpre, la società italiana di chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica - non ci sono certezze di nessun tipo, e aspettiamo dati più sicuri. Nel frattempo, a nome della Sicpre, io consiglio a tutte le pazienti sottoposte a impianto di protesi mammarie negli ultimi nove anni, di rivolgersi al chirurgo che le ha operate e di chiedere tutte le specifiche delle protesi stesse: produttore, tipo, e ogni dettaglio identificativo. E` una cautela per tutte, anche se è improbabile che si rendano necessari provvedimenti urgenti. Le pazienti prendano informazioni sui loro impianti con calma e serenità,mentre a noi chirurghi spetta il compito di chiarire quali problemi questi impianti possano dare". Inoltre, la Sicpre, sta inviando comunicazione a tutti i chirurghi plastici iscritti che dovessero aver utilizzato protesi Pip negli ultimi anni, di contattare le loro pazienti per le opportune verifiche. "Non è il caso di fare allarmismo - aggiunge Grisotti - ma queste sono misure cautelative dovute. Certamente una situazione come questa sarebbe più facilmente gestibile se fosse già in funzione l`anagrafe delle protesi mammarie fortemente voluta dal sottosegretario alla Salute, Francesca Martini": la legge è stata approvata, ma non ancora attuata." Ci auguriamo - conclude - che il regolamento attuativo venga sbloccato al più presto. Se ci fosse già avremmo l`elenco preciso delle protesi applicate e avvertire le pazienti per un controllo sarebbe un`operazione semplice e veloce"-

Apa

© riproduzione riservata