Domenica 11 Aprile 2010

Maltempo/ Pioggia sulla penisola, la primavera si fa attendere

Roma, 11 apr. (Apcom) - Seconda domenica di aprile con pioggia in diverse regioni della penisola: precipitazioni sparse a diffuse, anche a carattere di rovescio o temporale localmente di forte intensità, sono previste su Toscana, Umbria occidentale e zone interne e montuose di Lazio ed Abruzzo. Pioggia e temporali sono previsti anche su settori alpini e prealpini del Piemonte occidentale, Marche, resto di Umbria ed Abruzzo e Molise settentrionale, con quantitativi cumulati da deboli a localmente moderati e precipitazioni da isolate a sparse, su resto del Piemonte, Liguria, Lombardia, Emilia-Romagna, restanti regioni centrali peninsulari, Campania, Basilicata e settori centro-settentrionali di Puglia e Calabria, con quantitativi cumulati generalmente deboli. Nevicate, deboli a moderate, su settori alpini centro-occidentali ed Appennino centro-settentrionale con quota neve in calo fino agli 800-1000 metri sul versante orientale ed a quote al di sopra di 1200-1400 metri su quello occidentale. Il ritorno del maltempo con pioggia e temporali in molte regioni mette a rischio le semine primaverili per effetto dell'allagamento dei terreni che li rende inaccessibili alle operazioni colturali. E` quanto afferma la Coldiretti nell'evidenziare gli effetti nella campagne del ritardo stimato in oltre un mese nell`arrivo della primavera in Italia, dopo un inverno che si è posizionato al secondo posto (dopo quello dello scorso anno) nella classifica dei piu' piovosi degli ultimi 30 anni, sulla base dei dati dell'Istituto di Scienze dell'atmosfera e del clima (Isac). L'abbondante pioggia caduta ha reso i terreni agricoli umidi ed inagibili ai trattori per le classiche lavorazioni primaverili di aratura e semina che - sostiene la Coldiretti - è quindi in ritardo in molte regioni con una diffusa preoccupazione tra gli agricoltori. Dovrebbe invece essere scongiurato - continua la Coldiretti - il rischio della siccità dopo la straordinaria caduta della pioggia e della neve che servono per ripristinare le scorte idriche nel terreno che le coltivazioni utilizzano per la crescita nel periodo primaverile ed estivo. L`arrivo di aria fredda di origine Russa, che apre una nuova fase dal sapore quasi invernale con cadute di neve fin sotto i mille metri sulle Alpi nell`Appennino al centro-nord, preoccupa anche - continua la Coldiretti - per gli effetti di eventuali eccessivi abbassamenti delle temperature sulle coltivazioni in campo e sulle piante in fiore. Le temperature e le sommatorie termiche invernali necessarie allo crescita delle piante sono state notevolmente inferiori della media provocando - precisa la Coldiretti - un forte ritardo nello sviluppo fenologico riscontrabile in tutte le piante da frutto come pesco, susino, albicocco e ciliegio che in gran parte dell'Italia. Insieme alle piante anche gli animali - conclude la Coldiretti - sentono il ritardo dell`arrivo della primavera come confermano i rari avvistamenti delle rondini e degli altri uccelli migratori nelle campagne.

Red/Nes

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