Martedì 20 Aprile 2010

Pdl/ Nasce la corrente di Fini: Berlusconi accetti il dissenso

Roma, 20 apr. (Apcom) - Nessuna scissione e nessuna fuoriuscita dal Pdl. Ma il dissenso interno sì: nasce con queste premesse la 'corrente' - anche se i 'finiani' insistono nel non chiamarla così - di minoranza che fa capo al presidente della Camera, Gianfranco Fini, e che, finora, può contare su una cinquantina di parlamentari, tra deputati e senatori, gli stessi che oggi hanno firmato il documento di sostegno alle posizioni della terza carica dello Stato nella riunione che si è svolta nella sala Tatarella di Montecitorio. "Non ho nessuna intenzione di togliere il disturbo, né tantomeno di stare zitto. E spero che Berlusconi accetti il dissenso", ha detto Fini in apertura della riunione. "Qui - ha aggiunto - si vedrà se siamo un partito in cui si discute liberamente e il dissenso è legittimo o se siamo il partito del predellino in cui tutti devono essere d'accordo e dire che va tutto bene". Fini ha sottolineato di "non aver mai parlato di scissioni o di voto anticipato: se qualcuno li evoca è perchè auspica che io me ne vada". Per il presidente della Camera "un minimo di dignità era necessaria...In certi momenti ci si deve guardare allo specchio e rischiare". Fini annuncia quindi l'inizio di "una fase nuova" in cui "chi avrà più filo da tessere tesserà". La fase nuova riguarderà le 'quote partecipative' tra An (30%) e Fi (70%). "La componente ex An - ha osservato il presidente della Camera - sarebbe dovuta restare unita, ma invece è andata diversamente". E infatti a poche ore dall'approvazione del documento della corrente finiana, è spuntato un documento diverso, promosso dagli ex colonnelli di An, da 75 esponenti dell'ex partito di Fini in tutto, in cui si parla del Pdl come "una scelta giusta e irreversibile".

Luc

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