Sabato 02 Aprile 2011

Allarme Colle accolto da tutti ma Napolitano ora vuole coerenza

Roma, 2 apr. (TMNews) - La nota del Quirinale con le riflessioni del presidente della Repubblica dopo le informali 'consultazioni' con i capigruppo che molti si attendevano ieri non è arrivata. E il Capo dello Stato tra giovedì e venerdì ha sapientemente 'dribblato', a un paio di iniziative pubbliche, le domande dei giornalisti. Ma il messaggio recapitato a Pdl, Lega, Udc, Pd e Idv è più che chiaro: la funzionalità del Parlamento va assolutamente garantita sia per l'attività legislativa che per la dignità istituzionale di questo organo che non può essere teatro di insulti e bagarre. Altrettanto chiaro è che il clima politico non solo è teso ma anche cupo. D'accordo, Napolitano non ha sventolato a mo' di minaccia le elezioni anticipate - nè sarebbe nei suoi costumi - ma ha fatto capire senza esitazioni che un protrarsi dello stallo delle Camere non è accettabile. La fondatezza dell'allarme lanciato dal presidente e i gravi rischi di questa situazione sono stati riconosciuti da tutti gli interlocutori sondati dal presidente e ora Napolitano si attende comportamenti "consequenziali". I banchi di prova, si osserva al Colle, non mancano di certo. Difatti l'appello del presidente è stato interpretato da alcuni tra cui i rappresentanti dell'Italia dei Valori come un vero e proprio "preavviso sullo scioglimento delle Camere" da parte di un inquilino del Colle "preoccupato e amareggiato" per gli scontri avvenuti negli ultimi giorni a Montecitorio. Un appello alla responsabilità rivolto a tutti e (apparentemente) raccolto da tutti, maggioranza compresa. Che, con un luogotenente di prim'ordine come Fabrizio Cicchitto, fa sapere di essere convinta che ci siano "tutte le condizioni" per portare a termine la legislatura. Cosa di cui non è affatto convinto il segretario del Pd Pierluigi Bersani per il quale "qualsiasi cosa è meglio di questa situazione, anche le elezioni". Il 'giro' informale di Giorgio Napolitano ieri ha contemplato i capigruppo della Lega Nord e dell'Italia dei Valori ma dagli incontri sono rimasti fuori Fli e i Responsabili. Due gruppi presenti solo alla Camera, così come al Senato esiste il gruppo di Coesione nazionale, e costituiti solo da pochi mesi, dopo lo 'strappo' degli ex An fedeli a Fini, e non come conseguenza diretta ed espressione del voto. Valutazioni queste che avrebbero spinto il presidente a considerare chiusa con i colloqui di questa mattina la sua 'perlustrazione' della situazione politica. Ora, dopo le parole e la condivisione dell'allarme, si attendono i fatti.

Vep

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