Mercoledì 27 Aprile 2011

Siria/ Ambasciatori convocati in cinque capitali europee

Parigi, 27 apr. (TMNews) - Roma, Parigi, Londra, Berlino e Madrid hanno deciso di convocare gli Ambasciatori siriani per condannare "l'escalation della repressione" in Siria e chiedere di "porre fine senza indugi all'uso della forza". Intanto, l'Unione europea ha annunciato per venerdì prossimo un vertice per discutere di eventuali sanzioni contro il regime di Damasco, mentre il Consiglio per i diritti umani dell'Onu terrà sempre venerdì una sessione speciale sulla crisi siriana. Secondo un'organizzazione dei diritti umani siriana, sono almeno 400 le persone che hanno perso la vita dall'inizio della rivolta, a metà marzo. "La Francia, nell'ambito di un'iniziativa coordinata con Regno Unito, Germania, Spagna e Italia, ha convocato il 27 aprile al ministero degli Esteri, Lamia Shakkour, ambasciatrice della Siria a Parigi", ha dichiarato il portavoce del ministero, Bernard Valero. Agli ambasciatori, le cinque capitali europee vogliono esprimere "la nostra ferma condanna dell'escalation della repressione contro la popolazione da parte delle autorità siriane, segnata di recente dall'invio dei carri armati a Daraa e ribadire la nostra richiesta di porre fine senza indugi all'uso della forza contro la popolazione e di liberare tutti i prigionieri politici", ha aggiunto Valero. Venerdì, i rappresentanti permanenti dei 27 Paesi dell'Unione europea (Ue) si riuniranno per discutere della situazione in Siria e di eventuali sanzioni contro il regime. Gli Stati Uniti hanno già annunciato nei giorni scorsi sanzioni "mirate" contro i principali dirigenti siriani. Sempre Washington ha chiesto e ottenuto di tenere una sessione speciale del Consiglio dei diritti umani dell'Onu, venerdì prossimo, per discutere della situazione siriana. L'Organizzazione siriana per i diritti umani Sawassiya ha riferito ieri di "almeno 400 persone" uccise dalle forze di sicurezza siriane, sollecitando una riunione del Consiglio di sicurezza dell'Onu "per far cessare il bagno di sangue". Sempre ieri, il Segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon, ha espresso una "preoccupazione crescente" di fronte alla sanguinosa repressione.

Sim

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