Mercoledì 02 Novembre 2011

Crisi/ Governo al lavoro: fare presto, dl o maxiemendamento

Roma, 2 nov. (TMNews) - L'imperativo è "fare presto", anche se il vertice notturno convocato ieri non ha sortito l'effetto desiderato e ha portato come unico (o quasi) risultato l'accrescersi della distanza tra il presidente del Consiglio e il ministro dell'Econmia. L'assenza del leader della Lega, poi ha fatto pensare a un Carroccio che vuole le mani libere, anche se il 'patto di fine legislatura' siglato tra Umberto Bossi e silvio Berlusconi viene definito dalle parti di via bellerio vincolante. Ciò detto, l'ordine di scuderia che il premier ha dato è "fronteggiare la crisi" e mantenere "saldo il timone", per non cadere "di fronte al tranello dei ribaltonisti". Per intanto, è in via di decisione la linea d'azione: un maxiemendamento alla legge di stabilità o un decreto legge da approvare in Cdm stamattina. Entrambe le strade sono percorribili, e le ha tracciate il ministro del Welfare questa mattina ad Agorà, insieme a quell'apertura al dialogo con le parti sociali sui licenziamenti facili che potrebbe significare un "c'è il Paese da salvare, ognuno faccia la sua parte". Insomma, una risposta alle richieste di Consinfdustria e delle altre associazioni di imprese che hanno chiesto al governo "misure epocali". Il tutto, ovviamente, sotto la lente d'ingrandimento del Quirinale, che monitorizza costantemente la situazione. Di più: il capo dello Stato ha avuto una serie di colloqui con tutti i leader politici, ma anche con esponenti del mondo economico e finanziario. Gli uni lo hanno rassicurato sulla disponibilità dell'opposizione "a prendersi le proprie responsabilità" e sulla volontà del governo di "rispettare gli impegni presi in Europa". Gli altri, invece, lo hanno da un lato ragguagliato sulla reale gravità della situazione, dopo l'ennesimo crollo della Borsa avvenuto ieri. Per Berlusocni, quindi, si profila l'ennesima giornata difficile, con il tempo che separa l'Italia dal redde rationem del G20 di Cannes che è sempre meno e le pressioni, interne ed esterne, che sono sempre più forti. Con un cruccio in più: un deputato, Roberto Antonione, ha lasciato il Pdl per approdare al Misto. Un voto in meno alla Camera, dove il premier dovrà presentari a breve, volente o nolente.

Red

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