Giovedì 05 Marzo 2009

Nato; Oggi esordio Clinton,in agenda Afghanistan e Russia

Bruxelles, 5 mar. (Apcom) - Rafforzamento dell'impegno in Afghanistan, con l'invio di rinforzi militari in vista delle elezioni e raccolta di fondi e uomini per l'addestramento dell'esercito e della polizia locale; riavvio dei rapporti con Mosca, con la convocazione a livello ministeriale del Consiglio Nato-Russia dopo il summit di aprile a Strasburgo-Kehl; preparazione della 'Dichiarazione nordatlantica', che al vertice del mese prossimo dovrà riaffermare la 'raison d'etre' dell'Alleanza atlantica in occasione del suo 60 esimo compleanno. Sono questi gli argomenti sul tavolo dei ministri degli Esteri Nato, riuniti per la prima volta oggi a Bruxelles alla presenza del nuovo segretario di Stato Usa, Hillary Clinton. Si tratta di preparare il terreno al rinnovato impegno Nato, che dovrebbe essere sancito al vertice" del 3-4 aprile co-ospitato da Strasburgo e Kehl, spiega una fonte diplomatica, sottolineando che sull'Afghanistan la riunione avrà carattere interlocutorio perché la 'policy review' decretata dalla nuova amministrazione Obama durerà fino a fine marzo. "Gli Usa stanno chiedendo a tutti come la pensano, sta raccogliendo input: quindi gli alleati ascolteranno cosa ha da dire la Clinton, e viceversa", spiega ancora la fonte. Di certo si sa che la Casa Bianca schiererà in Afghanistan 17.000 truppe in più "entro fine luglio", in tempo per le presidenziali che oggi la Commissione elettorale ha deciso di non anticipare ad aprile, confermando la data del 20 agosto. Agli altri la Nato ha chiesto di fornire quattro battaglioni in più, circa 3.000 uomini. L'Italia, con l'avvicendamento tra gli Alpini della 'Julia' e la Brigata Folgore, dovrebbe aumentare il proprio contingente da 2.400 a 2.800 unità. In più si è dichiarata disponibile a inviare tra i 200 e i 250 uomini per il solo periodo elettorale, che secondo fonti Nato non avranno "restrizioni geografiche" e "andranno dove sarà richiesto". Per coordinare gli sforzi - che saranno rilevanti anche sul fronte dell'addestramento e della cooperazione allo sviluppo, con la creazione di un 'trust fund' cui potranno contribuire anche Paesi estranei alla missione Nato, come Giappone o Russia - si sta organizzando una riunione ministeriale subito prima del vertice di Strasburgo-Kehl. Si prevede un formato 'Isaf allargato', che includa i 15 Paesi non-Nato presenti in Afghanistan (a partire dall'Australia che ha circa 1.000 uomini), ma anche altre nazioni interessate alla crisi. Le fonti indicano come possibile la presenza del Pakistan, della Russia e degli Paesi dell'Asia centrale che servono da transito al rifornimento delle truppe Nato. Più difficile, invece, la partecipazione dell'Iran, anche se Scheffer ha pubblicamente espresso la disponibilità della Nato a parlare di Afghanistan con Teheran, mentre il ministro degli Esteri, Franco Frattini, vi si recherà a breve proprio per discutere dell'argomento. Sul fronte russo si dovrebbe voltare pagina rispetto al gelo sceso sui rapporti dopo la guerra in Georgia. "Ma questo non vuol dire che la condanna della Nato per quanto accaduto o per l'intenzione russa di costruire basi sul territorio georgiano non resti", avverte il portavoce James Appathurai. La riattivazione del Consiglio Nato-Russia verrà 'temperata' quindi dalla convocazione a tempo record delle commissioni Nato-Georgia e Nato-Ucraina nel pomeriggio, per accontentare i Paesi dell'Est più critici verso Mosca (polacchi, baltici, cechi). L'annuncio arriverà solo questa mattina, per dare il tempo a Kiev di decidere chi inviare, dopo il licenziamento martedì del ministro degli Esteri Volodymir Ohryzko da parte del parlamento. I rapporti Nato-Russia, spiegano ancora le fonti diplomatiche, dovrebbero ripartire in base alle tre 'linee rosse' delineate dal vicepresidente Usa Joe Biden alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco a febbraio: no alle 'sfere di influenza' nell'Est Europa, a partire da Georgia e Ucraina; no al riconoscimento delle province separatiste georgiane dell'Ossezia del sud e dell'Abkhazia; no al diritto di veto della Russia alle decisioni Nato sul suo allargamento. "Detto questo, di un'accelerazione per Ucraina e Georgia non ne parla nessuno, e questo i russi lo hanno capito", aggiungono le stesse fonti, riferendosi al potenziale allargamento che al vertice Nato dell'anno scorso a Bucarest ha fatto salire su tutte le furie l'ex presidente e attuale premier Vladimir Putin. Inoltre da parte Usa ora si nota "un atteggiamento più utilitaristico" sullo Scudo antimissile, altro tema oggetto di forti tensioni con il Cremlino. La questione sarà inevitabilmente uno degli argomenti al centro dell'incontro venerdì a Ginevra tra Clinton e il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov, specie alla luce delle indiscrezioni di stampa secondo cui la Casa Bianca avrebbe proposto uno scambio tra 'scudo' e negoziati sul nucleare iraniano, formula tuttavia smentita sia da Washington che dal Cremlino. Nella riunione di oggi, infine, "non si escludono" battute sul Kosovo, dove alcuni Paesi vogliono ridurre il contingente da 15mila uomini della missione Kfor per esigenze di bilancio e per liberare risorse per l'Afghaniastan. O sulla Croazia, la cui adesione in occasione del vertice di Strasburgo è compromessa da problemi di ratifica in Slovenia: il ministro degli Esteri di Zagabria, Gordan Jandrokovic, sarà presente al tavolo come osservatore insieme al collega dell'Albania, l'altro Paese in arrivo nella Nato. Inoltre sono prevedibili contatti informali sul successore di Scheffer, in scadenza quest'anno, e incontri con il ministro degli Esteri israeliano Tzipi Livni, di passaggio a Bruxelles.

Alv

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