Lunedì 16 Marzo 2009

Contro la crisi Berlusconi punta sul decreto casa: venerdì in Cdm

Cernobbio (Como), 16 mar. (Apcom) - Sarà con ogni probabilità un decreto legge a realizzare il piano casa di Silvio Berlusconi per dare una scossa al settore dell'edilizia. Il testo approderà in consiglio dei ministri venerdì, dopo un esame del Quirinale "martedì o mercoledì", per verificare il requisito di necessità e urgenza. Per il resto i contrasti nella maggioranza sul provvedimento, in particolare da parte della Lega, sembrano acqua passata, così come quelli con il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia: "Ricordo - ha detto ieri il premier in collegamento telefonico con il raduno nazionale di 'Rete Italia' a Riva del Garda (Trento) - che noi abbiamo dato soldi veri, verissimi all'economia". Quella del leader degli industriali, ha poi aggiunto dal Forum di Confcommercio da Cernobbio, non è stata affatto una "strigliata", ma anzi un appello in linea con quanto il governo intende fare. "Assonanza assoluta" anche con i commercianti ai quali il premier, strappando applausi, ha annunciato il ripristino del ministero del Turismo e la revisione degli studi di settore. Quanto al ruolo dei prefetti negli osservatori sull'erogazione del credito Berlusconi ha precisato che sarà solo di "coordinamento" e non di "vigilanza". Il piano casa che la maggioranza intende approvare venerdì prevede aumenti delle volumetrie e procedure semplificate di approvazione dei lavori. Gli effetti, ha assicurato il premier, "si vedranno non appena le Regioni produrranno i provvedimenti di loro spettanza, perché l'edilizia è una loro competenza". Sarà "una misura molto molto efficace" in grado di far partire subito "sessanta miliardi di lavoro". Una mole tale di lavoro che in parte non sarà possibile soddisfarla subito perché "non ci sarà la capacità imprenditoriale per stare dietro". A suo parere il trenta per cento degli italiani ha infatti già detto: "lo faccio subito". In ogni caso non ci sarà alcuna "cementificazione" né "imbarbarimento del Paese" perché gli italiani non vorranno ridurre "l'estetica e quindi il valore delle loro abitazioni". Berlusconi ha "molta fiducia nel senso estetico degli italiani e nel senso estetico dei professionisti che firmeranno" i progetti. L'obiettivo è quello di andare incontro alle esigenze delle famiglie che abitano in case mono o bifamiliari e che hanno necessità di avere una o due stanze in più. Nessun riferimento quindi ai nuovi italiani, come pensava, in un primo tempo, il leader della Lega, Umberto Bossi: "Aveva capito - ha detto il premier - che il piano fosse fatto per privilegiare gli immigrati rispetto agli italiani, ma era tutt'altro capitolo. Quando gli è stato spiegato, abbiamo avuto un'adesione entusiastica da Bossi e dai suoi in Consiglio dei ministri". Berlusconi si è detto convinto del fatto che "La crisi passerà come tutte le crisi, ma la profondità e l'estensione temporale dipendenranno dalla fiducia che sapremo infondere nelle famiglie, nelle imprese e nelle banche". Martedì il premier ha detto che vedrà il presidente di Confindustria e il giorno stesso o quello successivo il presidente di Confcommercio. Poi gli artigiani e tutte le altre categorie produttive per "valutare e esaminare tutte le necessità per affrontare la fase difficile". D'altro canto in mattinata ha rivendicato quanto già fatto per contrastare la crisi: gli aiuti al settore delle auto e degli elettrodomestici, oltre ai "nove miliardi di euro per gli ammortizzatori sociali", ma anche per le banche, "in modo che possano continuare a fare il loro lavoro e consentire alle imprese di continuare ad investire. Siamo stati prudenti, ma abbiamo fatto scelte affinché nessuno sia lasciato da solo laddove dovesse perdere il posto di lavoro". Quando poi i conti pubblici lo consentiranno, ha promesso il premier, "ridurremo il carico fiscale delle famiglie attuando il quoziente familiare. Il Pdl non accetta una società divisa tra ricchi e poveri", ma promuoverà "una società che si prenda cura dei più deboli". Doverosa infine la precisazione sui prefetti dopo l'altolà della Banca d'Italia, che ha rivendicato il proprio ruolo: "Non vigileranno sul credito, ma faranno i coordinatori del comitato di osservazione di cui faranno parte tutti i protagonisti del mondo del lavoro, ad iniziare da Confcommercio". Quanto al turismo, settore che per il premier farà registrare grande crescita, ci sarà a breve di nuovo un ministero ad hoc: "Faremo presto un ministero del Turismo - ha annunciato riferendosi all'attuale sottosegretario con delega specifica -, credo nel giro di un mese. Sapete che ira di Dio è la signora Brambilla, una che non molla l'osso...".

Cep

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