Domenica 24 Maggio 2009

Spazio: "Atlantis" rientrata, successo per la missione Hubble

Roma, 24 mag. (Apcom) - Con un minuto di anticipo sui tempi previsti, lo space shuttle "Atlantis" ha posto termine ad una delle missioni più attese alla comunità scientifica internazionale - e più pericolose secondo la Nasa, che per anni si era rifiutata di dare il proprio benestare alla riparazione in orbita del telescopio spaziale "Hubble". Per le incerte condizioni meteo sulla Florida "Atlantis" ha toccato terra alle 17.39 ora italiana alla base californiana di Edwards, il che costringerà la Nasa a trasferire la navetta con un 747 equipaggiato specialmente fino a Cape Canaveral, una spesa di due milioni di dollari: unico neo di una missione durata 13 gironi e in cui le incognite non mancavano. Dato infatti che lo "Hubble" si trova su un'orbita alta - dove maggiore è la possibilità di impatto con detriti spaziali e micrometeoriti - in caso di emergenze lo shuttle non avrebbe potuto trovare rifugio sulla Stazione Spaziale Internazionale "Alpha": per questo la Nasa aveva posto sulla rampa una seconda navetta pronta a partire in caso di necessità entro tre giorni, con un equipaggio ridotto. La missione permetterà di prolungare fino al 2014 la vita operativa dello "Hubble", che recentemente aveva sofferto di numerosi guasti meccanici. Nel corso di ben cinque passeggiate spaziali sono stati cambiati i sei giroscopi, le batterie, il sistema di protezione termica e il sistema informatico; sono inoltre stati installati due nuovi apparecchi, uno spettrografo per raggi cosmici e appunto un obbiettivo grandangolo; il tutto dovrebbe migliorare da 10 a 70 volte le capacità dello Hubble, in grado così di rilevare oggetti risalenti a 500 milioni di anni dopo il Big Bang contro l'attuale miliardo di anni. Lanciato nel 1990, lo Hubble viene però considerato dagli astronomi ancora uno strumento di assoluta avanguardia, anzi insostituibile: non vi è nulla di simile in orbita per quanto riguarda l'astronomia nel campo della radiazione visibile; le moderne reti di telescopi sulla Terra possono raggiungere in alcuni casi la stessa risoluzione, ma l'atmosfera terrestre li rende 'ciechi' all'infrarosso e all'ultravioletto. Proprio l'infrarosso dovrebbe essere il punto di forza del "James Webb Space Telescope", il cui lancio è in programma per il 2013 e che dovrà lavorare fianco a fianco con lo Hubble per poi sostituirlo. Il telescopio era stato così battezzato in onore di Edwin Hubble, l'astronomo americano a cui si deve la costante che definisce il tasso di espansione dell'universo.

Cep

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