Giovedì 27 Agosto 2009

Italia-Libia/ Festa dei 40 anni: così la Libia si rifà il look

Roma, 27 ago. (Apcom) - Concerti arabi e occidentali nelle splendide rovine romane sul Mediterraneo, a Leptis Magna e a Sabaratha. Uno show con mille cammelli e 40 mongolfiere nell'oasi di Ghadames nel deserto. Spettacoli suoni-e-luci in sei siti storici. E a Tripoli una modesta rappresentazione della storia libica con 400 fra attori e danzatori, per appena 300mila persone. Le Frecce Tricolori non sono davvero l'unico elemento di attrazione previsto per la stupefacente festa che Muammar Gheddafi ha studiato per i giorni attorno al 30 agosto, 40esimo anniversario del suo arrivo al potere in Libia. Un tempo chiusa all'esterno, la nuova Libia del colonnello oggi si punta addosso i riflettori. Ma la scaletta e l'organizzazione sono nelle mani di un occidentale. Philippe Skaff, 52 anni, canadese, presidente del gruppo di comunicazioni Gray Worldwide Middle East and North Africa Network, è abituato a gestire i grandi eventi: la società lavora per BP, Bacardi, Union Carbid. Il costo, nota oggi il quotidiano The Times, non è un problema per la ricchissima Libia. La capitale Tripoli viene ripulita da cima a fondo, le porte sono state aperte ai visitatori stranieri in gran numero, nel nome della nuova posizione della Libia nel consesso delle nazioni. Ma la spettacolarità non basta a far scomparire qualche guaio diplomatico e logistico. Numero uno: la liberazione dalle carceri scozzesi dell'uomo condannato per l'attentato di Lockerbie, Ali Al Megrahi, e la sua trionfale accoglienza a Tripoli, hanno accentrato l'interesse del mondo ben più del prossimo anniversario. Secondo: il mondo intero può avere la copertura televisiva gratuita dell'evento, ma il momento clou - uno spettacolo di tre ore sul "palcoscenico più grande mai costruito" secondo il signor Skaff - comincia alle 23 di sera, orario scomodo per i telespettatori del nord Europa. Scopo dell'operazione di lifting è ristrutturare il look della Libia come quello dei palazzi di Tripoli, perché Gheddafi sente che gli sforzi degli ultimi anni hanno dato risultati deludenti. Basta terrorismo e proliferazione, basta essere i paria del mondo. "Non è l'immagine che vogliono dare" spiega Skaff. "I libici sentono di essersi aperti, ma il mondo non ha risposto come avrebbero voluto. Hanno fatto i loro sforzi, hanno ceduto su molti punti. Stanno davvero cambiando". E le celebrazioni vogliono presentare un paese di cultura, bellezze naturali, gente dall'anima calorosa. Difficile che basti però: finché Gheddafi resta al timone, ogni magnificenza libica - dalle tende del colonnello ai cammelli - rischia di farsi notare solo come spettacolare paravento delle realtà del regime.

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