Martedì 15 Settembre 2009

Scuola,inizio tra rassicurazioni Gelmini e nuove proteste

Roma, 15 set. (Apcom) - Da un parte il ministro Gelmini che dall'istituto di pena minorile dell'isolotto di Nisida, a Napoli, rassicura il personale della scuola promettendo che entro i prossimi cinque anni tutti gli attuali precari ("un problema annoso che affonda le proprie radici negli anni 70-80") verranno immessi in ruolo; dall'altra le manifestazioni, i presidi, i sit-in che in tutta Italia, ma anche a pochi metri dal ministro, non solo non accennano a diminuire, ma che ora vedono affiancare a precari e sindacati anche genitori e studenti: è questo lo sfondo ambivalente che ha contrassegnato il primo giorno di scuola per gli studenti di 12 regioni italiane. Sul precariato il ministro Gelmini ha ammesso che "esiste un disagio reale. Però non è un disagio istituito dal governo di centrodestra - ha sottolineato il responsabile del Miur - ma ha origini lontane. E' nato 20-30 anni fa, quando sono stati fatti concorsi senza valutare il reale fabbisogno di posti di lavoro nel mondo della scuola. Questo ha determinato un inserimento in graduatoria di tantissimi ragazzi che, purtroppo oggi, non hanno certezze e a cui va il sostegno del governo". Per Gelmini "è chiaro che il numero dei precari è un numero enorme perché nell'arco di alcuni anni si possa assorbire completamente". Ha però aggiunto: "Stiamo già dando, attraverso accordi di programma stipulati con alcune Regioni come la Campania, risposte ad alcune migliaia di precari". Proprio parlando del caso della Campania e degli insegnati che rischiano di rimanere senza cattedra per quest'anno scolastico, Gelmini ha pensato di rasserenare gli animi: "In questa Regione è stato fatto un accordo di programma molto importante con il presidente Bassolino, che voglio ringraziare, che ci consentirà di dare risposte ai supplenti annuali che non perderanno la loro retribuzione, ma avranno diritto a un'indennità per i periodi in cui non potranno frequentare la scuola, ma avranno anche una corsia preferenziale per le supplenze brevi, per le supplenze annuali che riguardano - ha concluso - il sostegno e gli strati più deboli della popolazione, oltre alla lotta alla dispersione scolastica". Il governo ha "il dovere di qualificare gli spazi della formazione - ha proseguito il ministro - e non a macchia di leopardo" evitando di disperdere le risorse "in mille rivoli". Tra queste ci sono i Pon. "Questa è forse - ha proseguito Gelmini - l'ultima occasione e non va sprecata". Per il ministro anche il federalismo può rappresentare "una risorsa per il Sud". Ma mentre il ministro nel carcere minorile, raggiunto via mare aggirando il blocco dei manifestanti, rispondeva punto su punto alle domande dei giornalisti fuori montava la protesta: precari, genitori, alunni e disabili chiedevano di incontrare il ministro per spiegarle i motivi della contestazione. "Vogliamo sottolineare la scorrettezza del ministro che ha eluso il confronto con noi - gridava una docente - perché esiste un disparità tra i precari del Nord e i precari del Sud: il ministro questo deve saperlo e non continuare a dire che si sta lavorando per il Sud". Le contestazioni contro il responsabile del Miur si sono levate anche in diverse altre città d'Italia: le più partecipate a Palermo, ad Ancona, a Milano (davanti lo storico liceo Parini), a Sassari. Ma come annunciato il clou delle proteste si è avuto a Roma: mentre a piazza San Marco sfilavano gli esponenti della Gilda degli insegnanti, davanti al ministero si sono avvicendati i rappresentanti della Flc-Cgil, dei Cobas e dell'Onda degli studenti. Alg

MAZ

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