Giovedì 01 Ottobre 2009

Olimpiadi/ Candidature 2016, il blitz di Obama a Copenaghen

New York, 1 ott. (Apcom) - Sarà un blitz di 18 ore quello in programma per il presidente americano, Barack Obama, in partenza per raggiungere a Copenaghen la delegazione che cercherà di portare le Olimpiadi del 2016 a Chicago. Un viaggio storico, nessun presidente statunitense ha mai presentato una candidatura al Comitato Olimpico, e già contestatissimo da parte della stampa conservatrice e dei repubblicani che da mesi attendono il primo passo falso di Obama per rinserrare le fila del partito. Obama partirà questa sera alle 18.50 ora di Washington e si fermerà nella capitale danese per poco più di quattro ore. Il presidente ha ritagliato uno spazio nella serratissima agenda politica che vede la riforma della sanità sbarcare in questi giorni al Senato e ha spiegato ai suoi collaboratori, scettici sull'opportunità di lasciare Washington, che dormirà in aereo e che sarà già di ritorno venerdì pomeriggio, sfruttando il fuso orario. Obama e sua moglie Michelle parleranno per 45 minuti davanti al Cio sferrando l'attacco finale . "Saranno due appelli entrambi molto personali", ha rivelato Valerie Jarret, una delle più fidate consulenti di Obama che ha guidato fino ad oggi il comitato organizzatore. Dopo il discorso Obama e il sindaco di Chicago, Richard Daley, risponderanno per 15 minuti alle domande del Comitato. I repubblicani tuonano da lunedì scorso, quando la Casa Bianca ha annunciato il viaggio lampo e il segretario del partito, Michael Steele, lo ha accusato di pensare ai giochi anziché alle guerre in corso. "E' una nobile idea che il presidente sponsorizzi la sua città", ha detto qualche giorno fa Steele, "ma credo che in tempi di guerra, di recessione e di preoccupazione degli americani per la sanità il viaggio non sia affatto necessario per un presidente". Anche sul Chicago Tribune, che sostiene la candidatura della città e che appoggiò quella di Obama alle presidenziali pur essendo di stampo conservatore, fioccano gli articoli contro la mossa del presidente. L'accusa è quella di aver legato il suo potere politico in città a quello di Daley, il "signore indiscusso" di Chicago dal 1989, quando fu eletto per la prima volta. Un successo porterebbe nelle tasche di Chicago almeno 4 miliardi di dollari e consentirebbe a Delay di diventare il più longevo sindaco in carica, battendo così il record di suo padre che governò la città per 21 anni prima di lui facendo della "città ventosa" la sua roccaforte politica. Obama tenterà dunque l'operazione non riuscita a Vladimir Putin nel 2007, cercando prima del suo discorso di avere colloqui personali con tutti i membri del Cio. Nelle ultime 48 ore la foltissima delegazione americana - con in testa Michelle Obama e la regina dei salotti tv, Oprah Winfrey - ha intessuto una rete diplomatica senza precedenti per superare Madrid, Tokyo e soprattutto Rio de Janeiro, gli avversari da battere domani a Copenaghen. "La mia casa è a due isolati da dove inizieranno i giochi nel 2016", ha detto Obama a una platea di suoi elettori qualche mese fa, "e vi dico che io a quel tempo starò chiudendo il mio secondo mandato": se sarà rieletto nel 2012 le Olimpiadi potrebbero essere il fuoco d'artificio conclusivo della sua presidenza. La ciliegina sulla torta della sua carriera politica, dicono in molti. Mentre i suoi collaboratori incrociano le dita e sperano che non diventi il primo macigno all'inizio della presidenza.

Bat-Emc

© riproduzione riservata