Martedì 20 Ottobre 2009

Scuola/ Al via esame emendamento `scivolo' pre-pensionamenti prof

Roma, 20 ott. (Apcom) - Potrebbe iniziare già oggi, presso le commissione parlamentari di competenza, l'esame dell'emendamento presentato la scorsa settimana dal senatore Giuseppe Valditara (Pdl) per introdurre uno 'scivolo' di due anni nei confronti dei docenti alle soglie della pensione: il provvedimento intende favorire il pensionamento anticipato di un maggior numero di insegnanti di ruolo al fine di evitare che, a seguito della seconda tornata di tagli agli organici della scuola, prevista per il 2010, rimangano disoccupati altre migliaia di precari 'storici' come già accaduto all'inizio di questo anno scolastico. Secondo alcune stime realizzate da esperti di settore, il numero di insegnanti che sarebbero interessati all'emendamento sarebbe non inferiore alle 20.000 unità. Si tratta di personale attorno ai sessant'anni e vicino ai 35-36 anni di contributi utili per rientrare nei limiti imposti dalla riforma delle pensioni: nel prossimo anno viene richiesta `quota 95', che corrisponde all'età anagrafica più il numero di anni complessivi di contributi versati. Con il vincolo, però, di avere almeno 59 anni di età. Qualora l'emendamento passasse in finanziaria è probabile che venga `raccolto' da un alto numero di docenti. La riforma Damiano-Prodi, inclusa nel `pacchetto' sul welfare di fine 2007, prevede infatti che nel biennio 2011-2012 i requisiti si spostino in avanti di un ulteriore anno: ai lavoratori dipendenti verrà chiesta un'età anagrafica non inferiore a 60 anni e servirà raggiungere quota 96 (sempre tra anzianità anagrafica e contributi versati). L'alto numero di potenziali pensionati, da aggiungere a quelli che lascerebbero comunque il servizio perché comunque in possesso dei requisiti senza usufruire dell'abbuono-Valditara (nel 2008 sono stati oltre 30.000), potrebbe quindi rivelarsi addirittura superiore a quello dei docenti che in quest'anno scolastico beneficeranno degli ammortizzatori sociali, i cosiddetti contratti di disponibilità (circa 18.000 precari). Questo il testo dell'emendamento proposto alle commissioni parlamentari: "al personale docente delle scuole statali, collocato nell'ultima fascia stipendiale, che entro il 31 gennaio 2010, con decorrenza dal successivo primo settembre 2010, rassegni le dimissioni volontarie dall'impiego, - si legge nel testo - è concesso un accredito contributivo figurativo di due anni, utile anche ai fini del raggiungimento del requisito minimo per ottenere il trattamento di pensione di anzianità. Nel caso in cui il docente fosse già in possesso dei requisiti minimi previsti, l'anzianità contributiva posseduta, viene incrementata di un anno per coloro che presenteranno le dimissioni entro la predetta data". In questi giorni l'emendamento ha ricevuto il sostegno sia da esponenti politici della maggioranza sia dal mondo sindacale: in particolare dalla Gilda degli insegnanti, che si era fatta portavoce di una iniziativa analoga già all'inizio di questo anno scolastico in corrispondenza delle proteste plateali di cui si sono resi artefici i precari della scuola rimasti disoccupati dopo aver svolto diversi anni di supplenze annuali.

Alg

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