Domenica 01 Novembre 2009

Br/Blefari suicida in carcere, le era stato notificato ergastolo

oma, 1 nov. (Apcom) - L'esponente delle 'nuove Br' Diana Blefari Melazzi si è impiccata ieri sera nel carcere femminile di Rebibbia a Roma, dove era detenuta dopo la condanna (diventata definitiva in Cassazione) per concorso nell'omicidio di Marco Biagi, assassinato dalle Nuove Br il 19 marzo 2002. È stata condannata anche in relazione all'omicidio di Massimo D'Antona. Lo scorso anno gli avvocati della Blefari Melazzi avevano fatto istanza affinchè venisse concessa una nuova perizia medico-legale per un trattamento diverso della misura cautelare. Poche ore prima di togliersi la vita Diana Blefari Melazzi aveva ricevuto una comunicazione ufficiale dagli uffici giudiziari di Bologna rispetto alla conferma in Cassazione, della condanna all'ergastolo per il suo coinvolgimento nell'omicidio di Marco Biagi. Il verdetto emesso dalla Suprema corte era stato comunicato anche da un legale, collaboratore dei suoi difensori Caterina Calia e Valerio Spigarelli, ma forse quel documento, quel pezzo di carta, potrebbe essere stato "la goccia che ha fatto traboccare il vaso", ha spiegato la penalista. "Diana non ha mai accettato questa condanna", ha detto l'avvocato Calia. Nel primo processo la Cassazione aveva annullato la condanna alla Blefari Melazzi, ritenendo che ci fosse una carenza di motivazione. Con la conferma però in appello del massimo della pena gli ermellini lo hanno a loro volta ribadito, il 27 ottobre scorso. La detenuta, 'ospite' del braccio del 41 bis del carcere delle Costarelle e sottoposta a 'regime carcerario duro' (due ore d'aria e due di socialità al giorno, posta censurata e un'ora al mese con la famiglia, attraverso un vetro), aveva iniziato a dare segni di quella che nelle carceri è la 'malattia' più temuta: l'apatia. Blefari, infatti, non si alzava più dal letto e rifiutava i colloqui con tutti, familiari e avvocato compresi. La neobrigatista, quindi, si è impiccata ieri sera, attorno alle dieci e mezza, utilizzando lenzuola tagliate e annodate. La donna - secondo quanto si è appreso - era in cella da sola, detenuta nel reparto isolamento del carcere Rebibbia femminile. red 011500 NOV 09

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