Giovedì 07 Maggio 2009

Fatture false per 100 mln su appalti edili:10 arresti e sequestri

Roma, 7 mag. (Apcom) - Dieci persone sono finite in manette, in diverse regioni italiane (Puglia, Toscana e Lazio), come componenti di un'organizzazione responsabile, tramite appalti illeciti nel settore edile, di aver frodato il fisco ed emesso fatture per operazioni inesistenti per circa 100 milioni di euro, distruggendo la documentazione contabile e truffando lo Stato. L'indagine, denominata 'Golden bricks', è partita da Andria, in Puglia, dove i militari della tenenza Guardia di Finanza hanno ricostruito gli affari illeciti dell'organizzazione. L'associazione creava fittiziamente alcune imprese dette 'cartiere', realizzate cioè al solo scopo di documentare rapporti commerciali fittizi per dare una serie di benefici indebiti alle imprese formalmente committenti. Secondo gli inquirenti i promotori dell'associazione hanno creato, a partire dal 2000, 7 società 'cartiere' intestate a prestanome, che durante l'esecuzione di appalti su costruzioni edili varieassumevano formalmente lavoratori dipendenti per evitare alle ditte che eseguivano realmente i lavori (le società formalmente committenti) l'assunzione di tutti gli oneri contributivi e previdenziali relativi ai dipendenti medesimi. Le società rimanevano formalmente operative per un brevissimo tempo e quindi, per evitare controlli, facevano perdere le loro tracce, trasferendo la sede in altre città italiane e distruggendo contestualmente tutti i documenti contabili. Gli oneri gravavano quindi tutti sulle società 'cartiere', che però non versavano alcuna somma all'ente previdenziale competente: in questo modo permettevano alle ditte realmente esecutrici dei lavori di conseguire un vantaggio indebito consistente nei versamenti omessi dei contributi previdenziali ed assicurativi, con relativo ingiusto danno dell'ente pubblico che non riceveva le somme dovute. Solo una piccola parte dei cantieri, dei quali è stato possibile documentare la manodopera impiegata, ha fruttato all'associazione quasi 1 milione di euro per il mancato versamento dei contributi previdenziali: ma la somma si fa di gran lunga più rilevante se si tiene conto delle ritenute d'imposta, anch'esse non versate all'erario, gravanti sul reddito da lavoro dipendente relativamente alla manodopera impiegata.

Red/Sav

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