Contagi sul lavoro, l’Inail: nella Bergamasca da inizio pandemia oltre 3 mila denunce, 51 i decessi

Lo riferisce il nuovo report dell’Inail. L’ultima vittima è stata segnalata all’Istituto a novembre. Oltre tremila le denunce di infortunio Covid in provincia: l’80% nel corso del 2020.

Sono 51 i lavoratori contagiati e morti per Covid-19 sul luogo di lavoro in provincia di Bergamo da inizio pandemia. Lo riferisce il nuovo report appena diffuso dall’Inail nazionale sull’andamento infortunistico da coronavirus. L’ultima vittima è stata segnalata all’Istituto a novembre . Dal gennaio 2020 al dicembre 2021 sono state 3.331 le denunce di infortunio Covid complessivamente presentate in provincia , circa l’80% delle quali nel corso del 2020 (2.663), il resto nel 2021 (668).

«Questa ripartizione percentuale racconta di come, da principio, i lavoratori fossero indifesi di fronte al virus e di come, poi, la campagna vaccinale accompagnata dalle misure anti-Covid anche nei luoghi di lavoro abbia invertito la tendenza , soprattutto nei settori più esposti come quelli sanitari» ha dichiarato Angelo Chiari , per la segreteria provinciale della Cgil responsabile delle Politiche per la sicurezza sul lavoro.

«Per quanto riguarda i decessi, registriamo tre morti in più rispetto al giugno 2021, 10 in più rispetto al novembre 2020 - prosegue Chiari –. Le province che hanno contato il maggior numero di morti da inizio pandemia e fino al 31 dicembre 2021 sono quelle di Napoli (8,0%), Roma (7,8%), Milano (6,5%), Bergamo (6,3%) . Secondo le rilevazioni Inail l’assenza media dal posto di lavoro di un contagiato da Covid è di 30 giorni, dunque un infortunio abbastanza rilevante. Per i casi di Long Covid, infine, occorrerà tenere monitorata anche la situazione infortunistica e garantire ai lavoratori colpiti i giusti indennizzi e la corretta collocazione al rientro sul posto di lavoro».

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