L’operatore del 118 morto a Bergamo
è il primo caduto sul lavoro da Covid-19

Diego Bianco, il 46enne operatore del 118 in servizio alla Soreu di Bergamo morto la notte del 13 marzo per colpa del Coronavirus, è il primo «caduto sul lavoro» da Covid-19 riconosciuto dall’Inail.

Per questo la moglie Marika e il figlio Alessio riceveranno a breve un assegno di rendita, proprio come qualsiasi vedova e orfano di una vittima del lavoro. Lo riporta il quotidiano La Repubblica nella sua edizione on line. «L’assegnazione della rendita è possibile utilizzando l’articolo 42 del decreto legge Cura Italia», ha spiegato la responsabile di Inail Lombardia Alessandra Lanza.

L’articolo prevede, di fatto, che i contagiati da Covid-19 sul posto di lavoro abbiano diritto ad un risarcimento che può diventare una rendita in caso di morte. La pratica dell’autista 46enne è stata avviata e «abbiamo accantonato la rendita», ha spiegato Lanza al quotidiano: madre e figlio di Diego dovrebbero avere diritto ad una rendita annua di circa 20mila euro.

Bianco, originario di Seriate, abitava a Montello. Lavorava per la centrale operativa dell’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo: il suo compito era quello di gestire le chiamate del 112 che richiedevano assistenza sanitaria e inviare i mezzi necessari. Si era sottoposto al tampone ed era risultato positivo al Covid-19, ma le sua condizioni discrete aveva fatto propendere per l’isolamento domiciliare. Un fortissima crisi respiratoria l’aveva però stroncato nella notte, inutili i soccorsi.

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