«Prof palpeggiò tre alunne»
Il pm chiede quattro anni

Durante lezioni di educazione fisica. Lui nega. Già condannato per atti sessuali su una ragazza della stessa scuola.

È accusato di aver palpeggiato tre alunne durante le lezioni. Per questo motivo ieri il pm Gianluigi Dettori, in abbreviato, ha chiesto una condanna a 4 anni per violenza sessuale su minori. L’imputato è un insegnante 56enne di educazione fisica di una scuola media dell’hinterland, che ha già riportato una condanna a un anno e 4 mesi, pena sospesa, per aver molestato una studentessa; condanna che pende ora in appello.

Le nuove contestazioni prendono le mosse da 4 episodi che sarebbero accaduti nell’aprile 2013. Il professore avrebbe, per l’accusa, palpeggiato nelle parti intime tre alunne di 13 anni (per il quarto episodio, denunciato da una loro compagna, invece non sarebbero emersi elementi sufficienti a provarlo, e così ieri il pm ha chiesto l’assoluzione), mentre le aiutava a compiere alcuni esercizi. Toccamenti che sarebbero avvenuti davanti al resto della classe. Le 4 hanno raccontato gli episodi a una professoressa, la quale avrebbe poi riferito ai genitori. Questi ultimi avevano denunciato. Le presunte vittime avevano confermato gli episodi e lo stesso avevano fatto le compagne di classe sentite dagli inquirenti. L’imputato nega gli addebiti, spiegando che, in base agli esercizi, era impossibile che le ragazze venissero toccate nelle parti intime.

Pesa, sul conto del docente, il precedente per cui è stato condannato in primo grado. L’insegnante è accusato di aver toccato il seno a un’alunna quindicenne della stessa scuola, mentre, in un’aula isolata, le stava impartendo ripetizioni di storia. Era il 17 maggio 2011, il professore anche in questo caso nega. In seguito alla condanna era stato sospeso per 40 giorni, poi era stato reintegrato. Lui ha spiegato di aver chiesto il trasferimento perché il clima contro di lui nella scuola si sarebbe fatto ostile. Anzi, è la sua tesi, le denunce delle quattro ragazzine sarebbero nate proprio sulla scorta di questa ostilità nei suoi confronti. Il 10 febbraio parola alla difesa.

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