«Sci fermo, colpo gravissimo al settore»
Fontana: basta con decisioni sotto data

«Trovo assurdo apprendere dalle agenzie di stampa la decisione del ministro della Salute di non riaprire gli impianti sciistici a poche ore dalla scadenza dei divieti fin qui in essere, sapendo che il Cts aveva a disposizione i dati da martedì, salvo poi riunirsi solo sabato».

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Così il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana commenta la decisione del ministro Speranza di non consentire la ripresa delle attività sciistiche. «Una decisione - aggiunge il presidente - dell’ultimo secondo che dà un ulteriore colpo gravissimo a un settore che stava faticosamente riavviando la propria macchina organizzativa. Ancora una volta si dimostra che il sistema delle decisioni di settimana in settimana è devastante sia per gli operatori, sia per i cittadini».

«Solo sette giorni fa lo stesso Cts nazionale aveva dato il via libera a un regolamento molto severo per poter riaprire. Su quella base avevamo consentito la riapertura» specifica il governatore Fontana.

«Ci sono due cose - aggiunge quindi l’assessore regionale alla Montagna Massimo Sertori - che il ministro Speranza deve fare: chiedere scusa alle migliaia di operatori turistici e ai cittadini per questa incredibile vicenda e, soprattutto, indennizzare immediatamente gli uni e gli altri che si sono fidati delle loro decisioni. È arrivato il momento di rivedere questo sistema dei ”semafori settimanali”: una richiesta formale che facciamo al nuovo Governo».

Dello stesso pare Letizia Moratti, assessore al Welfare della Lombardia: «Il Cts aveva i dati dei flussi già da martedì quindi poteva dare una indicazione» che avrebbe permesso al ministro Speranza di «prendere una iniziativa più tempestiva» e non decidere di prorogare la chiusura degli impianti da sci, che avrebbero dovuto aprire il 15 febbraio, al 5 marzo» ha detto ai microfoni del TgR. «Si tratta - aggiunge - di un danno grave agli operatori. Quello che chiediamo al governo è avere tempi più certi e non avere aperture e chiusure così a ridosso l’una dall’altra rispetto ai tempi in cui si devono preparare».

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