Anche Orio un crocevia di migranti
In quattro mesi e mezzo 71 arresti

C’è una frontiera di cui poco si parla, presi dai drammi del Mediterraneo. Eppure non tutti i migranti che cercano di raggiungere l’Europa si muovono attraverso i barconi. Anzi, sono in migliaia a tentare di raggiungere l’Europa attraverso una strada forse più sicura, ma non meno tortuosa. Quella dei voli aerei.

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Il fenomeno rimane sotto traccia, non ci sono stragi e non ci sono scafisti, ma è molto consistente e proprio a Orio si assiste quotidianamente al transito (perché per gran parte di questa gente la destinazione finale non è l’Italia) di decine di migranti diretti verso il Nord Europa. Sono quei pochi, fortunatissimi, ad avere i documenti in regola. La gran parte questa fortuna non ce l’ha.

E così prolifera il mercato dei documenti falsi, pezzi di carta plastificata che consentono la salvezza.Gli uomini della Polaria di Orio sono i principali testimoni di questo transito. Dal 17 aprile, quando è entrata in vigore la legge antiterrorismo, che ha reso obbligatorio l’arresto di chi ha documenti falsi, hanno fatto scattare le manette a 71 cittadini stranieri, praticamente uno ogni due giorni (ma negli ultimi tempi la frequenza è aumentata).

Si tratta di persone che, residenti in Italia, tentavano di raggiungere il Nord Europa (Irlanda in testa alla classifica, 35 di loro volevano raggiungere l’isola, a seguire Gran Bretagna, méta desiderata di altri 15, quindi i Paesi Scandinavi, dove dovevano approdare altri 21 dei 71 arrestati), ma che sono stati sorpresi con documenti falsi o contraffatti. I documenti maggiormente falsificati sono quelli greci, italiani, romeni, belgi, slovacchi e cechi. La nazionalità degli arrestati è in prevalenza albanese, e a seguire siriana, ucraina, cinese, moldava, eritrea, romena e nigeriana.

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