Calcinate, l’ospedale non si tocca
I sindaci dell’Ambito insorgono

L’ospedale di Calcinate non si tocca finché la Regione non ufficializzerà la conversione della struttura in Pot (Presidio ospedaliero territoriale). Tale determinazione dei sindaci dell’Ambito di Grumello è stata espressa a Cesare Ercole, dg dell’azienda ospedaliera Treviglio-Caravaggio e ai consiglieri regionali.

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L’ospedale di Calcinate non si tocca finché la Regione non ufficializzerà la conversione della struttura in Pot (Presidio ospedaliero territoriale). Tale determinazione dei sindaci dell’Ambito di Grumello, a cominciare dal primo cittadino di Calcinate Gianfranco Gafforelli, è stata espressa sia a Cesare Ercole, direttore generale dell’azienda ospedaliere di Treviglio-Caravaggio (cui la struttura calcinatese fa capo) che ai consiglieri regionali di maggioranza e opposizione.

L’ospedale è rimasto per ora fermo alle griglie di partenza della sperimentazione regionale che punta alla conversione in Pot, ossia in strutture che andranno a costituire i segmenti di completamento della filiera sanitaria che ha, ai due estremi, l’ospedale d’eccellenza e i cittadini.

Gafforelli, a seguito della decisione regionale di non avviare, momentaneamente, la sperimentazione su Calcinate andando contro le aspettative generali, lunedì ha incontrato il direttore Ercole.

«Il direttore voleva tranquillizzarmi: la trasformazione in Pot si farà – ha esordito Gafforelli –. Gli ho espresso la preoccupazione dei sindaci dell’ambito anche perché si ventilava, per settembre, la chiusura di chirurgia e maternità. Ho manifestato la determinazione dei sindaci a volere che nulla si tocchi senza l’ufficializzazione dell’atto di riconversione, perché ciò impoverirebbe maggiormente il presidio in termini di servizi al territorio».

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