Centro, Gori in sintonia con Boeri:
«Ma c’è il problema residenzialità»

La rivoluzione? Parliamone. Il sindaco Giorgio Gori non lascia cadere le provocazioni che arrivano dall’archistar Stefano Boeri. Anzi, rilancia.

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Il giorno dopo l’intervista rilasciata a L’Eco (tema: la necessità di una profonda trasformazione del centro nell’ottica di sottrarlo al suo progressivo degrado) è stato lui stesso a chiamare il docente del Politecnico per invitarlo ad approfondire de visu alcune delle questioni poste: «In linea di massima - spiega Gori - le trovo tutte condivisibili. Il problema in generale è quello della “densità” del tessuto urbano. Nell’area compresa tra Palafrizzoni e la sede della Provincia si incontrano molti edifici storici, ma mancano di fatto elementi attrattivi. Da qui la necessità di lavorare su tutti quei fronti indicati anche da Boeri».

«In particolare - aggiunge il sindaco - mi ha confortato sentire parlare di revisione degli spazi aperti, delle zone verdi, di chioschi, tutti aspetti su cui stiamo già lavorando. La qualità degli spazi pubblici è fondamentale e in questa direzione vanno i progetti messi in cantiere nei mesi scorsi tra piazza Dante e il Sentierone. L’altro tema fondamentale è quello del commercio. Qui le leve sono più limitate, ma ci sono».

La ricetta di Boeri punta soprattutto sulla residenzialità giovanile. Cosa ne pensa il sindaco? «Certo la residenzialità – ribadisce – è il terzo fronte su cui operare, strettamente legato ai precedenti. È chiaro però che qui il discorso si fa più complicato perché di mezzo ci sono soprattutto operatori immobiliari privati e quindi vanno individuate leve adeguate».

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