Pochi bus lunedì per le scuole
Risparmiati 40mila euro in un giorno
Ma quanto si è risparmiato? Qualcuno se lo è chiesto, di fronte alla notizia che l’orario estivo, lungo le linee extraurbane dei pullman, è scattato domenica, mentre lunedì in diversi istituti - come da calendario regionale - suonava ancora l’ultima campanella.
Lettura 1 min.Così, sebbene alcune corse di rinforzo in certe zone fossero state previste, non sono mancati casi di studenti che, come segnalato anche al nostro giornale, sono arrivati alla pensilina di buon’ora, e si sono ritrovati a dover tornare a casa, o a farsi accompagnare dai genitori.
Ebbene, una stima del risparmio, a grandi linee, si può fare: se infatti sul territorio il corrispettivo medio per il trasporto pubblico extraurbano (pur variando tra le zone) è di 1,55 euro al chilometro, i circa 30 mila chilometri che si sono evitati lunedì hanno comportato minori costi per oltre 40 mila euro.
«A dicembre - dice il presidente della Provincia, Matteo Rossi - avevamo convocato i dirigenti dei vari istituti, avvertendo che si sarebbe compiuta questa scelta e spiegando che, con l’autonomia scolastica, c’era la possibilità di chiudere le attività didattiche il venerdì o il sabato precedenti. Credo che quando si è in emergenza, sia importante fare sistema».
La scelta ha permesso di risparmiare «30 mila chilometri che, se non avessimo tagliato lì, avremmo dovuto ridistribuire nei mesi successivi, andando a incidere su altri servizi. Sapendo invece che in genere per l’ultimo giorno di scuola, che tra l’altro cadeva di lunedì, l’utenza si riduce nettamente: il dato storico mostra che si scende anche dell’80%».
Siamo in una fase che Rossi definisce «di emergenza»: a incrociarsi sono gli effetti del taglio regionale da 800 mila euro, e la chiusura del contenzioso con le aziende di trasporto. Così, nel corso del 2015, sul trasporto extraurbano (pur riuscendo a non mettere a rischio posti di lavoro) si taglieranno in tutto 420 mila chilometri, corrispondenti a circa il 3% del servizio. Oltre agli aumenti tariffari: il 3% è scattato a gennaio, e un altro 5% partirà da settembre.
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