Lunedì 18 Gennaio 2010

Clusone, «La Presolana mai vista»
Mostra per i vent'anni di Orobie

Il vertiginoso spigolo Nord della Presolana, la visione di questa montagna dal Colle di Guaita, le creste tormentate del Pizzo Camino e le baite dei minatori nei pressi del rifugio Albani. Queste e tante altre foto della Presolana, effettuate all’alba, al tramonto, in particolari condizioni di luce che danno agli scatti un'inedita bellezza, sono esposte al museo della Basilica di Clusone.

Autore delle stupende immagini invernali il fotografo lecchese Mauro Lanfranchi, da tanti anni prezioso collaboratore di Orobie. E proprio alla rivista mensile Orobie è dovuta l’iniziativa di questa mostra «La Presolana mai vista». L’inaugurazione sabato 16 gennaio alla presenza di un pubblico numeroso, parecchi amanti della montagna e diverse autorità: l’assessore provinciale alla montagna, Fausto Carrara, che ha portato il saluto del presidente Pirovano, i consiglieri provinciali Angelo Bosatelli, Cinzia Baronchelli e Franco Spada, il rappresentante del Parco Orobie, Mauro Marinoni, l’assessore al turismo della Comunità Montana Valle Seriana, Guido Fratta, il vicesindaco di Clusone, Mino Scandella e il presidente Cai di Clusone, Luigi Lattuada.

A presentare l’iniziativa il direttore di Orobie, Pino Capellini, affiancato da Mauro Lanfranchi e da Cesare Ferrari, fondatore storico, con Paolo Aresi e Tito Terzi, della rivista. «La mostra – ha esordito Capellini – si pone tra le iniziative che abbiamo in animo di realizzare per festeggiare i 20 anni di vita della rivista, fondata da Cesare Ferrari, e che ha avuto successo grazie anche all’impegno del fotografo Tito Terzi. Orobie oggi vende in regione Lombardia 8/9 mila copie ogni mese, ha 5 mila abbonati e viene letta in media da 120 mila persone. Non posso poi fare a meno di ricordare il compianto alpinista Roby Piantoni, che in Presolana ha mosso i primi passi».

Ai discorsi è seguita la proiezione di uno spezzone del documentario «Quelli che stanno a Nord» e la visita alla mostra, che rimarrà aperta fino al 31 gennaio: il venerdì dalle 14 alle 19,30 e il sabato e la domenica dalle 10 alle 12,30 e dalle 14 alle 19,30. Ad integrarla una sezione dedicata ai minatori, che in Presolana per decenni hanno estratto fluorite, con belle immagini di Matteo Zanga. La mostra si sposterà poi al Palamonti, a Lecco, a Dorga e a Schilpario.

k.manenti

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