Sabato 20 Febbraio 2010

Dagli Usa la «musica totale»
della Dave Matthews Band

Una macchina da guerra. Fatta per conquistare la scena con l'arma della “musica totale”. La Dave Matthews Band torna in Italia per tre date del tour europeo. Lunedì 22 febbraio al Palasharp di Milano, martedì 23 al Palalottomatica di Roma e giovedì 25 al Palasport di Padova. Sono loro l'evento musicale dell'anno. Eppure qualcuno, comprensibilmente sintonizzato sulle onde più convenzionali che passa il sistema mediatico, sobbalzerà: “Mavalà, chi sarebbero questi?”. La più potente ed emozionante jam band del mondo, se può bastare.

In giro da diciassette anni, osannata in America, dove è riuscita a raccogliere più pubblico dei Rolling Stones e ha registrato gli incassi più alti del pianeta con 16 milioni di biglietti venduti, da qualche tempo la DMB si sta facendo prepotentemente largo anche da noi. La nicchia sta esplodendo e Dave Matthews, il leader di origine sudafricana del gruppo, l'aveva detto il 5 luglio scorso, in occasione del concerto di Lucca che ha stregato pubblico e critici di tutta Italia: “Fateci venire a suonare più spesso e fra cinque anni ne riparliamo”.

Intanto in Italia si è costituita la community ufficiale del gruppo: sono i ragazzi di Con-Fusion (www.davematthewsband.it). Lunedì saremo anche noi tra i settemila spettatori del Palasharp, perché ci hanno convinto gli album della DMB e perché ci muove la curiosità generata dall'attesa spasmodica che ormai si è creata intorno a questi formidabili musicisti, capaci di dare il meglio di sé proprio dal vivo, in uno spettacolo irresistibile, definito dalla rivista statunitense Pollstar “top live act” del decennio, persino più quotato degli U2.

Il loro sound è difficile da etichettare: non è rock, non è jazz, non è funky, non è folk, non è soul, non è rhythm and blues e non è psichedelia. Anzi, marcia indietro: è tutto questo amalgamato in una squisita marmellata musicale che diventa marchio di fabbrica, tratto distintivo. Personalità, con buona pace dei puristi che non amano confondere il bianco e il nero. Ma nella DMB, dal dna black & white, visto il colore dei suoi componenti, contaminare e integrare è la regola. A Milano andranno all'attacco con il collaudato modulo 4-3: quattro i componenti effettivi della band, a cominciare dal talentuoso batterista Carter Beauford, una forza della natura che trascina nel suo ritmo il bassista Stefan Lessard su linee sonore alla Flea (Red Hot Chili Peppers), mentre il violinista Boyd Tinsley spazia da Jean Luc Ponty al rock e al centro dell'arena Dave Matthews dà voce – in certi momenti rasentando le corde di Sting e Chris Martin dei Coldplay – al fiume sonoro che scorre ora impetuoso ora avvolgente come una ballata acustica, tra cambi di tempo, assoli, duetti mozzafiato e improvvisazioni, cui partecipano i tre rinforzi che si uniscono al gruppo in tour. Tutt'altro che comprimari. Protagonisti, straordinari: il chitarrista Tim Reynolds, il sassofonista Jeff Coffin, il trombettista Rashawn Ross.

In scaletta i cavalli di battaglia del repertorio e i brani dell'ultimo lavoro in studio, tra i più belli della DMB: quel “Big Wiskey And The GrooGrux King” (2009) che Matthews e compagni hanno dedicato a LeRoi Moore, sassofonista e cofondatore della band morto in un incidente di moto proprio a metà delle registrazioni. Anche in suo nome stanno vivendo una nuova primavera. Imperdibile per tutti gli amanti della buona musica, oltre i confini dei generi.

Orario e biglietti L'inizio del concerto di lunedì 22 febbraio al Palasharp di Milano è previsto per le 21. Esauriti da settimane i biglietti di tribuna numerata, ne restano un migliaio di posto unico a 35 euro (più 5,25 euro di prevendita) sul circuito TicketOne.

Andrea Benigni

e.roncalli

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