Martedì 23 Marzo 2010

«Oh Vita...Oh Vita straca»
I Legnanesi tornano al «Creberg»

Dopo lo straordinario successo della scorsa stagione, che ha visto I Legnanesi festeggiare al Teatro Ventaglio Smeraldo i loro sessant'anni, la sgangherata famiglia Colombo ritorna più in forma che mai con la nuova rivista “Oh Vita… Oh Vita Straca”. A Bergamo saranno in scena il 25, il 26 e il 27 marzo alle 21 e il 28 marzo alle 16, sul palcoscenico del Creberg Teatro.

Anche quest'anno I Legnanesi propongono uno spettacolo totalmente nuovo in ogni sua parte: trama, musiche e costumi. E, come sempre, la loro forza resta quella di cavalcare l'attualità, con precisi e azzeccati spunti presi dalla vita quotidiana.

La crisi economica c'è e si sente e purtroppo i conti non tornano mai. Nel clima della quanto mai reale recessione la tematica affrontata quest'anno è incentrata sul lavoro, che è purtroppo sempre meno per i giovani e sempre più difficile per chi avanza con gli anni. Gli esigui stipendi e l'alto costo della vita fa sì che la famiglia media fatichi sempre di più ad arrivare alla fine del mese. Dunque, come fare? La Teresa non sta a guardare e, combattiva come non mai, si ingegna per arrotondare la sua magra pensione e il ridicolo salario della figlia.

La crisi non sfiora la fantasia, perché, come dice la Teresa “quella non è ancora stata tassata” e la genialità della famiglia Colombo si tramuta in creatività e generosità. Infatti, grazie a degli arretrati INPS, la Teresa si ritrova con dei soldi inaspettati e dimostra in suo amore al Giovanni regalandogli un viaggio in Russia. Il trio più spassoso d'Italia parte dunque per Mosca dove, tra neve e colbacchi, la Teresa cercherà di far fortuna sperando come sempre di accasare la figlia con uno dei nuovi ricchi. Ma lo scoop dell'anno è che invece nella fredda Mosca la Teresa rincontrerà un suo vecchio amore di Legnano, emigrato anni prima e mai dimentico della sua prima fidanzata.

Con le sue immancabili frecciate e perle di saggezza, Teresa tira le fila della famiglia e cerca così di combattere la sua personale recessione familiare con le attività più disparate, coinvolgendo ovviamente sia il Giovanni che la Mabilia. I Colombo vengono “arruolati” come aiuto-secondini nel carcere di San Vittore; nel bel mezzo di una rivolta carceraria, Teresa, Giovanni e Mabilia avranno a che fare con galeotti di ogni tipo, tra cui spicca il paradosso giudiziale di un pover'uomo che sta scontando quarant'anni di galera per aver rubato una bicicletta.

Insomma, i Colombo le provano tutte ma anche in questo caso i risultati non sono quelli sperati, l'economia domestica non viene rilanciata e i tre restano nella solita realtà quotidiana del loro amato cortile, un luogo dove solo loro tre e le immancabili Pinette, Carmele e Mistiche sopravvivono a tutto, anche al tempo che passa. E Mabilia, fedele al suo cliché, continua a sognare il suo mondo fatato, in un tripudio di meravigliose musiche e di grandi costumi.

a.ceresoli

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