Venerdì 12 Novembre 2010

Un minuto con Dante
«Dicea nei sospiri»

DICEA NEI SOSPIRI

IF VIII, 115 ss.


Chiuser le porte que' nostri avversari
nel petto al mio segnor, che fuor rimase,
e rivolsesi a me con passi rari.

Li occhi a la terra e le ciglia avea rase
d'ogne baldanza, e dicea ne' sospiri:
«Chi m'ha negate le dolenti case!».


Abbiamo già visto come nel suo viaggio nell'oltretomba Dante debba superare una serie di «soglie», di ostacoli, che rappresentano una sorta di iniziazione alla rovescia. Deve cioè diventare capace di affrontare progressivamente il male, penetrando in quel misterium iniquitatis che coinciderà con l'incontro con Lucifero in persona.

Anche Virgilio, da parte sua, dovrà affrontare una serie di ostacoli e di prove, come quella che incontra davanti alle porte della Città di Dite, vale a dire la città di Satana, città turrita dalle mura infuocate difese da migliaia di diavoli. L'eloquenza e l'autorità di Virgilio non sono sufficienti e per la prima volta la guida entrerà in crisi davanti ai diavoli che gli sbattono letteralmente la porta in faccia. Virgilio, maestro, padre, guida, saggio, non riesce a spuntarla davanti alla tracotanza dei diavoli.

E' l'esperienza amara del fallimento, vissuto però in modo adulto: senza autolesionismi, senza disperazione, senza aggressività scomposta. Solamente con senso del limite, riconoscendo che si sta già avvicinando colui che, inviato dal cielo, risolverà la situazione. A chi esercita un' autorità è chiesto di riconoscere che a sua volta l'ha avuta dall'alto.

Enzo Noris

a.ceresoli

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