Mercoledì 01 Dicembre 2010

Un minuto con Dante:
O sol che sani ogni vista turbata

O SOL CHE SANI OGNI VISTA TURBATA

IF XI, 91 ss.

«O sol che sani ogni vista turbata,
tu mi contenti sì quando tu solvi,
che, non men che saver, dubbiar m'aggrata».


La relazione Dante-Virgilio rappresenta per i lettori della Commedia un elemento di grande interesse: inizialmente ricorda quella tra discepolo e maestro e quella tra figlio e padre, poi nel corso del viaggio si trasforma, evolve, fino a quando il discepolo divenuto «grande», cioè autonomo, potrà fare a meno del maestro.

In realtà Dante, come ciascuno di noi, continuerà ad aver bisogno di «guide», pensiamo a Beatrice e a S. Bernardo, ma all'interno di una relazione meno asimmetrica, meno dipendente, più adulta. Nel canto XI, di fronte alla disponibilità e alla prontezza di Virgilio a soddisfare i suoi dubbi, Dante gli manifesta tutta la sua riconoscenza e la sua ammirazione.

In questo passo c'è però un'affermazione curiosa: Dante, paragonando Virgilio al sole che risana ogni vista, cioè ogni mente offuscata dal dubbio, aggiunge che - con un maestro così - gli è gradito non solo il sapere ma anche il dubitare. E' come se un alunno dicesse al suo insegnante che è contento per le cose che ha imparato da lui ma che è ancora più contento di non aver esaurito i suoi dubbi, così potrà farseli chiarire dal maestro.

Enzo Noris

a.ceresoli

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