Dalmine si racconta
con 70 fotografie

Un tuffo nel passato della Dalmine degli inizi del Novecento attraverso settanta scatti fotografici di Edy Spreafico espoti nelle sale della «Fondazione San Giuseppe» in via Locatelli. Una mostra allestita in occasione del Santo Natale dall'Anteas di Bergamo, dai pensionati della Cisl e dall'Icos (Impresa per la cooperazione e la sussidieraità).

Un tuffo nel passato della Dalmine degli inizi del Novecento attraverso settanta scatti fotografici di Edy Spreafico esposti nelle sale della «Fondazione San Giuseppe» in via Locatelli. Una mostra allestita in occasione del Santo Natale dall'Anteas di Bergamo, dai pensionati della Cisl e dall'Icos (Impresa per la cooperazione e la sussidieraità).

Aperta tutti i giorni fino al 7 gennaio (9.30/11.30 – 15.30/18.30) l'amarcord fotografico propone una spaccato della cittadina dalminese con le sue sette frazioni che va dal 1900 al Dopoguerra. Volti, usi e costumi, ma anche spazi urbani che il tempo ha modificato. Scene del vissuto quotidiano (processioni, feste di paese, bambini dell'asilo vestiti tutti uguali, giovanotti in bicicletta in piazza) che hanno caratterizzato i primi cinquant'anni del Ventesimo secolo.

Edy Spreafico non ama definirsi uno storico, né tantomeno un fotografo professionista della sua Dalmine: «Sono semplicemente un cittadino con la passione della fotografia, un fotoamatore e un appassionato di storia locale». Ogni foto esposta è un documento, un «fermo immagine» nel fluire di un tempo che tutto inghiotte.

Le settanta fotografie esposte sono un po' la sintesi di una pubblicazione di sei anni fa intitolata «Dalmine - Dall'Album dei ricordi», realizzato tramite centinaia di contatti con famiglie dalminesi per rendere pubbliche foto storiche della città, di gruppi d'amici del passato, squadre sportive, passaggi storici importanti, tra lo sviluppo industriale e la seconda guerra mondiale. «Ci sono emozioni che il tempo non cancella – precisa Enzo Benedetti dell'Anteas, ideatore dell'iniziativa – Spreafico con la sua macchina fotografica contribuisce a mantenerle fissate nero su bianco».

Bruno Silini

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